Mi arrivano notizie riguardanti la attuale situazione degli ospedali a Cuba per nulla rassicuranti.
Del resto trattasi di situazione che conosco piuttosto bene, nella mia famiglia di riferimento un componente ha avuto problemi prostatici, ho portato io dei cateteri dall'Italia in quanto il massimoche erano riusciti a trovare, la famiglia non l'ospedale, era una “manguera” di dubbia provenienza.
Un altro membro della famiglia doveva fare un ultrasuono, in ospedale gli hanno detto di procurarsi lui il gel di contrasto perche'ne erano sprovvisti.
Su Revolico c'e' un fiorente commercio di piccole attrezzature e componenti medici per far fronte ad operazioni che la gente deve effettuare ma che gli ospedali non hanno, di conseguenza qualcuno deve procurarli.
La sanita' cubana durante la pandemia si e' comportata molto bene,con tutti i suoi limiti, ne abbiamo piu' volte parlato, nessuno vuole negarne i meriti ma e' lampante come ora, con il forte momento di crisi che il paese sta vivendo, la situazione negli ospedali sia molto complicata.
A questo aggiungiamo il fatto che i migliori medici dell'isola sono in giro per il mondo in missione, lo stato ha necessita' di fare cassaesattamente come quei medici che, in questo modo, riescono al rientro dai 2 anni di missione a migliorare la qualita' della propria vita e dei loro famigliari.
Se rientrano.
Durante il viaggio di andata in Viazul da La Habana a Las Tunas mi sono trovato seduto accanto ad una infermiera che rientrava nell'isola dagli Stati Uniti.
Faceva parte della brigata medica di stanza in Brasile, ricorderete che l'inutile Bolsonaro aveva rinunciato ai loro servigi, non prima pero' di promettere lavoro e salario importante a chi avesse deciso di fermarsi.
Lei ed il marito, un medico, decisero di tentare la sorte, Bolsonaro racconto' un mucchio di cazzate e si ritrovarono disoccupati ad inventarsi lavoretti di giornata per tirare avanti in Brasile.
Frontiera dopo frontiera arrivarono negli Usa, grazie alle leggi che favoriscono i cubani, sopratutto quelli in missione, riuscirono ad ottenere un piccolo contributo economico, tornarono a scuola ( il titolo cubano negli Usa e' papel sanitario) contraendo un debito con lo stato che ora stanno iniziando a restituire.
Per Cuba lei era una traditrice, sull'isola aveva una bambina che viveva coi nonni, bambina che ora deve fare una operazione importante, intanto il “castigo” per i disertori e' passato da 8 a 5 anni.
Lei e' potuta rientrare per qualche giorno prima dei 5 anni con un permesso speciale grazie all'infermita' della bambina, poi dovra' uscire di nuovo, stava facendo comunque los papeles per portare fuori la figlia.
Piccole storie di sanita' cubana.
P. S. Prima di partire per la Toscana ho fatto un paio di analisi. Per il servizio sanitario nazionale se ne parlava ad ottobre, da privato, pagando, il giorno dopo...
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