Nell'ultimo anno due mie
amiche tunere hanno trovato un buon posto di lavoro.
Entrambe in possesso dei titoli scolastici giusti, una
sui 25 anni l'altra vicina ai 30.
La prima lavora negli uffici
dell'ente petrolifero cubano mentre la seconda si e' impiegata in una delle
migliori banche cittadine.
Hanno fatto la loro trafila,
colto l'occasione giusta grazie magari a qualche buona conoscenza, hanno
aspettato perche' si creassero le situazioni ed ora entrambe sono abbastanza
contente della loro situazione professionale.
Abbastanza...
I salari che percepiscono, se
confrontati con quelli di altre lavoratrici, sono sicuramente, nell'ottica
cubana, di buon livello.
Parliamo fra parte in MN, parte
in cuc, estimulos e altre cose simili di circa 50 cuc al mese.
In piu' abbastanza spesso
ottengono, sopratutto quella che lavora in ambito petrolifero, buoni acquisto
per prodotti da casa o per l'igiene personale, a volte anche vestiti e scarpe.
Sono mie buone amiche, mi sono
complimentato con loro per il nuovo lavoro e per la retribuzione, la risposta
e' stata “quanto pensi che durino a Cuba quei soldi? A che giorno del mese
arriviamo?”
Parliamo di fanciulle giovani
e piacenti, con determinate esigenze, una ha pure un figlio.
Come dicono spesso a Cuba;
“non e' il salario che e' basso, e' il mese ad essere largo”.
Hanno entrambe
chiesto...quando l'umile scriba sbarcava sul suolo della piu' grande delle
Antille...non a caso...
Trattasi di storia antica,
salari e pensioni sono sempre piu' distaccate dalla vita reale; in piu' lo
stato ti paga en MN e poi, se cambi alla cadega, ti staffa pure nel cambio en
Cuc.
Avere un lavoro, a Cuba come
in ogni parte del mondo, puo' dare un significato ad una esistenza, toglie la
persona del limbo del fancazzismo ad oltranza, eleva il suo ruolo nella
comunita'.
Lasciamo perdere i chulos da
parque, quelli che piu' facilmente si accostano a noi raccontandoci di come
vendendo una scatola di sigari guadagnano quanto porterebbero a casa con un
lavoro statale.
Sono lo 0.01 della popolazione
cubana, non fanno testo anche se molti stranieri pensano che i cubani siano
tutti cosi'.
Un lavoro, anche con quei
salari, aiuta.
Trecento pesos, giusto per
fare un esempio, sono pochi ma sono trecento pesos piu' di zero, dico una
ovvieta' ma e' come la pensa la maggioranza dell gente che, sull'isola, tutte
le mattine si alza per andare al lavoro.
Un lavoro permette poi, anche
se non stiamo parlando di ogni tipo di occupazione, di arrotondare la cifra
grazie a ruberie, maneggi, mecanicas, piccoli imbrogli quotidiani nei confronti
dell'ente o impresa stessa in cui si presta servizio.
Il poter vendere, en negro,
una piccola parte del prodotto che si costruisce nella tal fabbrica,
dell'alimento che si lavora, della mercanzia che si trasforma aiuta ad
arrotondare uno stipendio che non puo' bastare per la vita quotidiana.
Oggi coi cuentapropistas la
situazione e' migliorata, ci sono lavori ben pagati a patto che ci sia un
minimo di professionalita' e di capacita dietro.
Lo chef di un paladar guadagna
bene, il cameriere di un buon locale fra salario e mance non se la passa male,
sono solo piccoli esempi.
Le pensioni sono un altro bel
problema; con 150/180 pesos al mese, se non c'e' una famiglia dietro che aiuta
si fa la fame, ma di quella brutta.
Salari e pensioni andrebbero
riformate ma l'isola non ha le risorse economiche per farlo, non sono neanche
poi cosi' sicuro che con salari decenti le ruberie termineranno, il nostro
paese insegna che le cose vanno in modo differente.
Dai gia' miseri salari cubani
spesso occorre togliere anche le spese di trasporto per raggiungere il posto di
lavoro, spese che rendono ancora piu' misero il tutto.
Non e' che qua' da noi le cose
vadano molto meglio, sopratutto per le nuove generazioni, ma questo e' un altro
discorso.
Massimo Gramellini
RispondiEliminaHo chiesto a un amico dell’Inter di immaginare la felicità. Ha risposto: «Cristiano Ronaldo che sbaglia il rigore decisivo nella finale di Champions». Gli ho replicato che la felicità di cui si occupa quest’anno il Tempo delle Donne è uno stato d’animo duraturo e costante. E neanche un rigore sbagliato da CR7 nella finale di Champions può renderti felice per tutta la vita. Lui, perplesso: «Chi te l’ha detto?» Epicuro. Me lo ha detto Epicuro. E lui, sempre più perplesso: «Mah, sarà juventino».
C’è stato un tempo infelice in cui anch’io collezionavo definizioni sulla felicità. Da Epicuro a Seneca — gli «influencer» del mondo classico — fino a Oscar Wilde, nessun fabbricante di sentenze memorabili veniva risparmiato. Foglietti e foglietti gravidi di citazioni. Ne avevo le tasche talmente piene che a un certo punto ho cominciato a svuotarle. «La felicità è accontentarsi di quello che si ha» lo gettai nella pattumiera durante una giornata di particolare ingratitudine in cui mi sembrava di non avere più nulla. Invece «la felicità non è il traguardo, ma la strada per raggiungerlo» lo accartocciai sul cruscotto dell’auto durante un ingorgo al casello di Imperia. A furia di alleggerirmi, di foglietti in tasca me ne sono rimasti soltanto due. Li hanno scritti James Hillman, psicanalista junghiano, e Albano Carrisi, cantante pugliese.
Per Hillman la felicità consiste nell’appagare il proprio «demone», cioè il proprio carattere, l’imprinting, il talento unico e irripetibile che viene consegnato a ciascuno di noi al momento della nascita. Purtroppo — lo spiega uno dei miti più intriganti di Platone — un attimo prima di incarnarsi, l’anima beve l’acqua del fiume della Dimenticanza e piomba nel mondo materiale senza ricordarsi che cosa ci è venuta a fare: scrivere poesie, amare i cani, giocare in Borsa o cucinare spaghetti al pomodoro? Se nel corso del tempo riuscirà a scoprirlo e a seguirne il richiamo, si sentirà felice, altrimenti condurrà una vita inutile. Non per niente in greco antico Felicità si dice Eudaimonia: fare stare bene il proprio demone.
La definizione di felicità di Al Bano è racchiusa nella canzone omonima e risulta meno centrata sull’individuo rispetto a quella di Hillman. Per lui e Romina Power la felicità «è tenersi per mano» (è anche «un bicchiere di vino con un panino», però non ci allarghiamo). Tenersi per mano. Vegani e carnivori, sovranisti e globalisti, bianchi e neri, o al verde. Chiunque abbia mani da tenere, o da cui fare tenere la propria, è considerato una persona felice. Mentre chi ne è sprovvisto brancola nella tristezza. Vi sembra un’affermazione banale e buonista? Lo pensavo anch’io. Fino a quando non mi sono imbattuto nel discorso sulla felicità di Robert Waldinger. Lo trovate su Internet, con i sottotitoli o anche senza, per chi non sa l’italiano....
...Il professor Waldinger lavora a Harvard ed è il quarto direttore di una ricerca unica al mondo, non fosse altro perché dura ininterrottamente dal 1938. Ottant’anni fa, il primo predecessore di Waldinger scelse 724 ragazzini di ogni ceto e classe sociale. E cominciò a tenerli d’occhio anno dopo anno, sottoponendoli a interviste, questionari, esami clinici e sedute psicologiche per scoprire che cosa li rendeva più o meno felici. 724 persone — ricche e povere, famose e anonime, cadute nella polvere o salite fino alle stelle — sono state analizzate per tutta la durata della loro vita. Altre celebri ricerche sulla felicità hanno chiesto agli anziani di ripercorrere il proprio passato, ma la memoria è selettiva e nostalgica, tende a imbellettare i ricordi e a rimuovere i traumi. Invece seguire un’esistenza in tempo reale garantisce risultati molto più oggettivi.
RispondiEliminaEbbene, quale verità si è dipanata sotto gli occhi dei ricercatori di Harvard? Che a rendere felici gli esseri umani non sono né la ricchezza né la fama, i feticci della modernità. È la qualità delle loro relazioni. Soltanto quella. La solitudine e le frequentazioni sbagliate atrofizzano il cuore, peggiorano la salute e fanno arrugginire precocemente il cervello. Chi a cinquant’anni si comportava da orso o da animale in gabbia, e magari era un manager di successo in perfetta forma fisica, è invecchiato male oppure è morto. Mentre chi già allora coltivava buone relazioni con la famiglia, gli amici e la propria comunità è diventato un vegliardo felice, vispo e in salute, anche se aveva il colesterolo alto.
Il calore umano sarebbe dunque l’elisir di lunga e felice vita che l’uomo cerca da millenni senza sapere di averlo sotto il naso. Ovviamente non basta circondarsi di legami: si può essere soli anche in una folla o in un matrimonio sbagliato. Perché quei legami si scaldino e diventino affetti occorre investirci lo stesso tempo e le stesse energie che normalmente vengono dedicate a procacciarsi fama e ricchezza (quasi sempre senza riuscirci, oltretutto).
Harvard dà ragione ad Al Bano e un po’ anche al mio amico interista. La felicità consiste nel seguire il proprio «daimon», ma ancora di più nel tenersi per mano mentre Cristiano Ronaldo tira il rigore.
il governo cubano non aumenta salari e pensioni, perchè teme una inflazione alta.Lo choc c'è stato nei primi anni 90, quando la inflazione ha raggiunto il 180%, dopo il crollo delle importazioni per mancanza di liquidità. In seguito, con l'introduzione del dollaro come seconda moneta e la vendita nelle tiendas di prodotti molto cari, l'inflazione è stata bloccata.
RispondiEliminaIl salario medio del cubano è intorno ai 700 pesos mensili, almeno nel 2017.Ciò significa che in questi 10 anni è aumentato, molto lentamente dopo il 2008, negli ultimi anni un poco piu' velocemente.
Le pensioni invece sono ferme dal 2008, quando raùl portò le minime a 200 pesos mensili. Da allora molta acqua è passata sotto e sopra i ponti.Sarebbe saggio se il nuovo governo le aumentasse. E' vero che i pensionati non producono, ma è anche vero che devono pur campare.
Tieni conto che Raul ha recentemente elevato l'eta' pensionistica a 65 anni per gli uomini e 62 per le donne.
EliminaGiusta osservazione Nino,vedasi Maduro :Ha aumentato di un sol colpo le paghe basi del 3000% (34volte)ed il risultato?inflazione al 1.000.000%....e il Bolivar vale meno dei soldi del Monopoli...
EliminaP.s.:bruttissima storia quella della morte di Fernando Alban
Saluti a tutti
Andrea M.
andrea, sulla questione dell'aumento del salario minimo da parte di maduro di 34 volte, il mio giudizio, per quello che vale, non può essere che positivo. Se non l'avesse fatto oggi il salario minimo in bolivares soberanos non sarebbe di 1800, ma di soli 50, quando una coca cola ne costa 200.Il fatto positivo è che l'aumento è stato solo nominale con i bolivares fuertes svalutati. Insomma non ha aumentato la massa monetaria,poichè materialmente non ha stampato nuova moneta.
EliminaCon l'introduzione del bolivar soberano,inoltre, la gran massa monetaria in circolazione è stata di colpo spazzata via al cambio di 100.000 bolivares fuertes per 1 bolivar soberano.Oggi se vai nei supermercati del paese non trovi piu' prodotti con prezzi milionari, ma prezzi"normali". Non c'è piu' una iperinflazione, ma una inflazione sostenibile.
Su fernando albàn si sa che si è suicidato, per non passare molti anni della sua vita in carcere, dato che è stato accusato di aver organizzato il tentato golpe del 4 agosto contro il presidente.Dicono che è stato ammazzato dal sebin? Devono portare qualche prova e consegnarla alla fiscalia.
E’ morto per le ferite riportate Fernando Alban, oppositore in carcere da due giorni poiche’ sospettato del fallito attentato al presidente Nicolas Maduro di agosto scorso. A darne l’annuncio il procuratore Tarek William Saab, secondo cui Alban, dopo aver chiesto di andare in bagno, “si e’ lanciato dalla finestra, al decimo piano” del carcere interno alla sede dei servizi segreti, anche noto come Sebin. Alban era membro di Primero Justicia (in italiano “Prima la giustizia), partito di opposizione al governo di Maduro. Era stato arrestato venerdi’, poiche’ ritenuto dagli inquirenti tra i responsabili dell’attacco con droni esplosivi diretto al capo dello Stato, durante una parata militare del 6 agosto. I rappresentanti del suo partito hanno detto pero’ di non credere alla versione del suicidio e hanno denunciato “un omicidio politico”. “Le autorita’ intendono cremare il corpo di Alban – si legge ancora sul profilo Twitter del partito – per occultare le prove del suo assassinio. E’ stata la dittatura a uccidere Fernando Alban”. I dirigenti hanno quindi fatto sapere che i familiari “in nessun caso daranno l’autorizzazione per la cremazione” delle spoglie dell’oppositore, che sono poi state restituite alla famiglia. Piu’ cauto il legale Joel Garcia, che ai cronisti ha detto che e’ ancora presto per escludere il suicidio. Nel Sebin, come da tempo denunciano partiti di opposizione e vari movimenti della societa’ civile, risiederebbero principalmente detenuti di coscienza, i quali subirebbero anche abusi e torture. In relazione al fallito attentato di agosto, finora una ventina di persone – tra cui militari – sono finiti in manette.
EliminaNessuno vive di salario a Cuba.Giuseppe
RispondiEliminaQuasi nessuno Giuseppe...
Eliminahola! se non appartieni alla casta le opzioni sono due : remesas oppure trabajo por cuenta propria ma anche li i fondi vengono dalla yuma. In ogni caso hanno sempre bisogno di un padrino. chao Enrico
RispondiEliminaInfatti ho terminato ora di parlare con un'amica...."mi vida...hay doble recarca" ahahahaha
RispondiEliminaFino a quando il gasto e' questo va piu' che bene.
Diaz Canel è ora su twitter, anche lui.
RispondiEliminahttps://twitter.com/DiazCanelB
Il delirio nei commenti.
Uomini nuovi per nuovi mezzi di comunicazione.
RispondiEliminaAnche se questi mezzi sono latrine a cielo aperto.
Ciao a tutti,
RispondiEliminaPer puro caso leggevo qualche giorno fa che lo stipendio medio del lavoratore dipendente italiano è 1324 euro ...medio perché partendo da Bolzano ed arrivando in fondo allo stivale si perdono per strada 341euro...beh...diciamo che non si arriva molto lontano neanche qui con quei danari ...le tasse pesano come un macigno ed al minimo imprevisto (Per esempio sanitario)sei fregato.....
P.s.(e fuori tema)Per gli amanti del fumetto e di Cuba il 4ottobre in edicola il mensile di Dampyr è intitolato 'Cuba libre'...storie di vampiri tra la Havana e la Sierra Maestra....tanta roba davvero..già solo la copertina merita gli esosi 3.5 euro di spesa!!!
Andrea M.
In Italia una famiglia di 3 persone monoreddito secondo me con 1324 euro arriva al 15 del mese a malapena. Almeno è così per me.
RispondiEliminaOggi per stare tranquilli (considerando di avere un mutuo/affitto da 500 euro) ci vanno almeno 3000 coperchi al mese.
Chiaro che se poi uno non esce mai, non si fa mai un weekend fuori, non viaggia mai e ha i vestiti di 10 anni fa, ne bastano meno.
Ma anche a Cuba se si vuole comprare nelle tiendas in divisa e non mangiare riso e fagioli tutti i giorni, ci vanno un sacco di soldi.
Simone M&S
Con 1324 euro al mese non camperei da solo...altro che andare a Cuba...
EliminaMondiali Volley Femminili
RispondiEliminaItalia-Usa 3-1