domenica 21 maggio 2017

RISPETTO

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La cassazione, e' notizia di qualche giorno fa, ha stabilito che chiunque viene a vivere nel nostro paese deve uniformarsi agli usi, i costumi e le leggi dello stesso.
Pensate che scemo...io lo davo per scontato.
Il tutto e' nato dall'esigenza di un indiano di dover girare per la Bovisa con un coltellaccio tribale infilato nella cintura, il tutto per ottemperare ai suoi usi e costumi, alla sua religione o altre facezie simili.
Personalmente non sarei contro le liberta' religiose, forse perche' ritengo ogni religione un grande inganno, a patto pero' che i riti di ognuna di queste non siano in contrasto con le nostre leggi e la nostra sicurezza.
Non me ne puo' fregare di meno se una tizia gira in Burka, mi preoccupo se fra la stoffa e la pelle ci sono 3 kg di tritolo.
Visto che viviamo in epoche di terrorismo e' giusto che la NOSTRA legge si prenda tutto il diritto di sapere se quel tritolo c'e' o meno.
Nostro il paese, nostre le leggi.
Il fato ha voluto che il mio lavoro mi portasse in giro per il pianeta per diversi lustri.
Non si trattava di toccate e fughe, passavo nei paesi dove mi recavo a lavorare mesi e mesi inserito nel contesto sociale che trovavo.
Era lavoro, forse il piu' bello al mondo, ma dopo 5 mesi anche la piu' bella spiaggia del pianeta diventava troppo stretta, al final le palme si assomigliano in ogni spiaggia.
Era fondamentale, visto anche che avevo ruoli di responsabilita' e persone da gestire, riuscire a capire come avrei dovuto muovermi.
Se partivi male non la aggiustavi piu'.
Lavorai 7 mesi in Egitto, capo villaggio al Grand Hotel Nubian a Sharm.
7 mesi in Egitto sono tanta ma tanta ma tanta roba, credetemi.
Avevo la camera di fronte alla moschea, 5/6 volte al giorno le urla de Muezzin, blindati dell'esercito fuori dal cancello del villaggio....insomma bisognava stare in campana.
Escursioni nel deserto, al Cairo, casino' a Naama Bay ecc....
Se in giro per il Cairo mi fosse venuta la malsana idea di toccare il culo o anche solo di provarci con qualche fanciulla per strada, probabilmente all'incrocio successivo, mi avrebbero aperto da orecchio a orecchio.
Ho sempre cercato di rispettare le usanze, le religioni, i dettami del paese che mi ospitava, la stessa cosa pretendevo dai miei ragazzi e chiedevo ai nostri ospiti.
E' il solo modo per riuscire a tornare a casa da certi paesi.
E' tanto pretendere la stessa cosa da chi, nel mio paese, viene per cercare di costruirsi un futuro?
Anche a Cuba ho dovuto, abbiamo dovuto capire come funzionavano le cose, qual'era in giusto giro del fumo.
Non siamo ai livelli di paesi arabi ma anche Cuba ha le sue leggi, le sue usanze da rispettare e fare nostre.
Ho gia' raccontato di quando mi fu fatto notare che, girare per casa con un asciugamano intorno alla vita a mo di pareo e a dorso nudo, non era una cosa “usuale”.
Vi ho narrato come, all'inmigration, mi abbiano regagnato per la braga eccessivamente corta.
Se rentiamo un mezzo dobbiamo conformarci ad un modo di guidare che, per la maggior parte degli italiani, e' eccessivamente...blando.
Il PARE non e' una sorta di consiglio come da noi, ma un ordine secco e netto; FERMATI!
Se incrociamo dei binari del treno, binari piazzati in zone dove un treno non passa dai tempi di Lucky Luciano, ci si deve fermare, onde evitare che il cabalito di turno, infrattato sa solo lui dove, salti fuori e ci faccia un culo come una capanna.
Ci si deve conformare (io ci riesco poco) alla loro formalita' nel doversi vestire di tutto punto, anche solo per andare fuori a comprare la jucca.
In linea generale, a Cuba, per campare bene occorre rispettare 3 linee guida dalle quali non e' mai saggio prescindere.
Non parlare di politica; evitare di esternare il nostro pensiero politico anche fosse col chulito del parque anticastrista dichiarato ( lo ha dichiarato lui...) o col vicino di casa che si conosce da una vita.
A Cuba non sai mai con chi in realta' stai VERAMENTE parlando.
Evitare di infilarsi in casini con le ragazzine minorenni, questo dovrebbe essere normale, ma il web e' pieno di idioti che si fanno orgogliosamente fotografare con giovani negrette accanto, davanti a baracche di legno fatiscenti.....
Ragazzi, non c'e' estradizione con Cuba, buttano via la chiave.
La terza cosa da cui stare alla larga e' la droga, se si vuole fare una vacanza...alternativa ci sono decine di paesi piu' indicati per poterlo fare....in questo caso non solo buttano la chiave....
Capire che vento tira in ogni paese dove ci si ritrova e' sinonimo di rispetto ma anche di intelligenza.

Quando leggo di italiani che si infilano nei casini in giro per il mondo e che poi la Farnesina, quindi tutti noi, deve andare a togliere dalla merda, mi chiedo perche' mai il nostro passaporto venga rilasciato con cosi' tanta generosita'.

CARACAS OGGI

Venezuela: il chavismo inonda le strade di Caracas
 



venerdì 19 maggio 2017

NON SOLO VENEZUELA

Risultati immagini per maduro manifestazioni

Quasi quotidianamente posto articoli che parlano del Venezuela che tengono in considerazione...l'altra campana.
I nostri giornalisti, quel fenomeno di Ciai di Repubblica in testa, che scrive del Venezuela, come gia' face di Cuba, dal suo appartamento di Miami, ci riportano soltanto le notizie che mettono in cattiva luce il governo facendo passare gli oppositori come se fossero la voce di tutto il popolo venezuelano.
Siamo a oltre 40 morti.
Perfino un delinquente con laurea come Capriles si permette di criticare l'operato di Papa Francisco mentre il pontefice cerca di trovare una soluzione pacifica alla situazione sempre piu' esplosiva.
Da una parte una buona fetta di popolo esasperato dalla crisi economica, a volte manipolato da un'opposizione divisa e con frange di delinquenza vera fra le sue file.
Dall'altra la gente che in questi anni ha beneficiato di tutto cio' che la rivoluzione Bolivariana ha saputo fare per i deboli e per chi era sempre, precedentemente stato emarginato.
Che “opposizione” e' quella che assalta ospedali, distrugge medicinali, ammazza la gente?
Trattasi di terrorismo allo stato puro, foraggiato dai soliti noti.
Premetto che non ho alcuna simpatia per Maduro.
La prima volta che lo sentii parlare ero a Cuba.
Chavez era ricoverato a La Habana, l'attuale presidente faceva la spola fra le 2 capitali.
Venne intervistato dalla televisione di stato, i giornalisti cubani, quando non devono parlare di Cuba, sono sempre molto concreti e pungenti nei confronti dei loro interlocutori.
La giornalista faceva a Maduro domande sui problemi concreti, su cio' che si sarebbe dovuto fare per migliorare la Rivoluzione Bolivariana.
Il tipo rispondeva con slogan, citando continuamente Marti' e Bolivar.
Mi ritrovai a sperare che Chavez portasse a casa la ghirba perche' Nicolas non mi ispiro' nessuna fiducia.
Probabilmente, con la morte di Hugo, si ritrovo' sulle spalle un carico troppo pesante per le capacita' politiche di uno che fino a 2 anni prima guidava la guagua.
A queste comprovate incapacita' va sommato il crollo del prezzo del petrolio, perche' un conto sono 100 dollari al barile, un'altro 30.
Chavez, negli anni di vacche grasse, ha elargito aiuti a buona parte dei paesi latinoamericani, a Tunas, in un barrio periferico, Nueva Sosa, c'e' tutto un complesso di abitazioni prefabbricate donate direttamente da Chavez.
Non a caso viene chiamato pertolbarrio.
Maduro si e' ritrovato fra le mani la patata bollente senza sapere che farne, in piu' mettiamoci il fatto che gli Yankee hanno sempre cospirato per far fuori prima Chavez e poi la sua Rivoluzione.
Ora il Venezuela ha un parlamento in mano all'opposizione e un governo Chavista, e' lampante come le due cose siano totalmente in antitesi.
Speriamo soltanto che si riesca ad arrivare alle elezioni del 2018 senza troppi spargimenti di sangue.
La situazione alimentare e' davvero complicata, le famiglie dei medici e dei professionali cubani in Venezuela inviano pacchi con cibo e generi di prima necessita' oramai introvabili nelle tiendas.
Cibo da Cuba al Venezuela...chi l'avrebbe mai detto?
Mentre a marzo ero a Cuba si e' votato in Equador.
I sondaggi davano per vincente l'oppositore del successore di Correa, un banchiere con in mano tutti gli organi di informazione.
Sembrava che la Rivoluzione Ciudadana di Correa fosse al capolinea, invece Lenin Moreno ha vinto, con un margine risicato ma ha vinto.
Se un 2% di margine vale per l'Argentina deve valere anche per l'Equador.
Il vincitore e' su una sedia a rotelle, a pelle mi piace piu' di Correa che insieme a Maduro e a Djlma fa parte di quella schiera di progressisti che ho amato di meno.
Fidel, Pepe, Evo, Lula, Ortega e Cristina sono e sono stati un'altra cosa.
Comunque per ora questa presunta onda conservatrice si e' fermata a quel 2% con cui Macri ha vinto le elezioni in Argentina.
Argentina che sta' passando da uno sciopero all'altro, definire un disastro il governo del discendente di paisa' sarebbe fargli un complimento.
Fra le altre cose pare che Macri, in ossequio ai suoi sponsor occidentali, abbia definitivamente abbandonato ogni rivendicazione sulle Malvinas.
Morales e' stato operato a La Habana, pare che il decorso sia stato positivo e il presidente Boliviano e' potuto tornare quasi subito a Bogota'.
Continua la querelle fra la sua Bolivia e il Cile.
La Bolivia, in base a vecchie situazioni storiche, sostiene che il Cile si accaparrò di centinaia di metri di costa un tempo boliviani, la cosa e' attualmente in fase di discussione al tribunale dell'Aja.
C'e' stato una specie di alluvione nelle zone piu' povere del Peru', Cuba ha subito inviato nelle zone del disastro le sue brigate mediche, fedele al concetto di internazionalismo che da sempre la contraddistingue.
Aumenta la disoccupazione in Brasile, oramai siamo al 13%, figlia dell'inettitudine di questo governo, nel 2018 si vota anche nel gigante sudamericano, Lula ha gia' annunciato la sua candidatura, fara' un mazzo cosi' a tutti!
Si parla di Maduro che ha cercato, inopinatamente, di esautorare il parlamento ma nessuno parla del presidente del Paraguay che, con un colpo di mano, ha modificato la costituzione in modo da potersi candidare nuovamente.
Proteste di piazza soffocate dalla polizia con morti e feriti ma di questo nessuno parla....ne' Ciai ne' gli altri fenomeni del giornalismo nostrano.
Per non parlare di cio' che, alcuni anni fa accadde in Honduras dove il governo legittimo fu rovesciato da una sorta di golpe militare.
Due pesi e due misure, doppia morale a cui siamo oramai tristemente abituati

mercoledì 17 maggio 2017

CONVIVENZA




Prima di affrontare l'argomento di oggi, viste le evidenti connessioni, fatemi dire 2 cose su questa sentenza che, finalmente, rivoluziona il mondo dei divorzi nel nostro paese.
Finalmente si prende atto che se esiste un divorzio questo portera' ad una modificazione degli stili di vita di ENTRAMBI  i coniugi.
Troppi amici e conoscenti si sono visti rovinata la vita per l'obbligo di dover mantenere, per l'ex coniuge, il livello di vita del matrimonio mentre per loro il livello di vita era ridotto al lavello del cesso.
Il matrimonio e' una libera scelta, non un contratto.
Magari la cosa e' saltata in aria per colpa di lei e io mi devo rovinare per farle fare la sciura....ma vaffanculo!
Gli americani una cosa buona hanno fatto; gli accordi prematrimoniali.
Da noi con tutti i baciapile in circolazione sara' durissima introdurli, ma un primo fondamentale passo e' stato fatto.
Veniamo a noi.
Volevo giusto parlare della convivenza in generale, di quella con una cubana in particolare.
Un errore da non fare mai e' quello di sottovalutare una cubana.
Ho sentito molti conoscenti sposati e con la fanciulla nel bel paese dire; “Ma si...in caso di divorzio che cazzo vuoi che ne sappia lei delle nostre leggi, la metto su un aereo le do 100 euro e fuori dai coglioni”.
Errore devastante.
Le cubane leggono, sono sempre su internet,  andranno a scovare tutte le leggi che potrebbero riguardarle, si confronteranno con connazionali che frequentano nel bel paese.
State tranquilli che, se si arrivera' al dunque, ci sara' sempre qualcuno che le dara'...il consiglio “giusto” sulla cosa “giusta” da fare....occhio gente.
Detto cio' sulla convivenza, matrimoniale o non, ognuno ha il diritto di avere le proprie opinioni.
Molti di voi sono felicemente sposati con la cubanita, hanno figli, progetti, idee sul futuro nella speranza che il tutto continui a viaggiare nel migliore dei modi.
Personalmente, ma probabilmente sono bacato io, ho sempre pensato che la convivenza sia la tomba di ogni rapporto.
Quando una fanciulla; italiana, cubana o di Katmandu si presenta in casa mia con lo spazzolino da denti, mi si chiudono i canali respiratori e devo aprire le finestre.
Meglio ognuno a casa sua, meglio se casa sua non e' troppo vicino, meglio vedersi quando si ha realmente voglia di farlo senza doversi ritrovare fra i piedi una persona quando magari, dopo una dura giornata hai voglia di stare per i cazzi tuoi.
La convivenza e' frutto di decine e decine di compromessi e quando e' con una cubana ai compromessi si sommano le differenze culturali che possono, in assenza di assoluta buona volonta', creare abissi incolmabili.
Intanto ci sara' una famiglia lontana ma sempre molto presente.
Spesso sento dire “lei lavora, con quello che guadagna, se vuole, aiuta la famiglia, io non ci metto un euro”.
Trattasi di cazzata perché se si e' una famiglia il bilancio e' unico, quindi se quei soldi vanno a Cuba e c'e' altro da pagare...tocca sempre alla stessa cassa provvedere, cassa...privata del denaro spedito dall'altra parte dell'oceano.
Se poi lei non lavora ci sara' il discorso; “non e' giusto che a me non manchi nulla, mentre mis padres pasan trabajo cada dia”.
Quindi all'interno della convivenza occorre tenere presente anche questo aspetto.
Ho convissuto 10 mesi con una giovane cubana, una decina di anni fa.
Ripensandoci ora provo affetto per quel periodo pieno anche di tante cose belle, ma se dicessi che non ci sono stati problemi mentirei.
Mettiamoci anche chi io sono una discreta cabeza de pinga, pero' e' chiaro che subentrano i problemi di adattamento, di eta', di stili di vita, di modi di pensare ecc....
Una caratteristica che ricordo e' che la cubana non lascia passare nulla, tende a puntualizzare su tutto e questo, alla lunga collabora a riempire lo scroto oltre misura.
Poi c'e' la cronica incapacità di assumersi responsabilita' e la negazione di ogni tipo di colpa, anche quelle eventualmente piu' evidenti.
Quando sbagliavo, era tranquillamente normale per me dire; “ok, ho fatto una cazzata”, mai sentita un'ammissione simile da nessuna cubana che abbia frequentato.
Non riusciva mai a dare troppa importanza a cose realmente importanti, mentre ci si perdeva in interminabili discussioni per autentiche puttanate senza nessuna importanza.
Il borsillo andava sempre tenuto sotto controllo perche' gli Apaches erano sempre in zona, questo anche a costo di apparire taccagno.
Tanto taccagno sei comunque, anche se ieri hai speso mille euro e oggi solo 990.
Potrei andare avanti ore...forse in realta' la cosa non si e' concretizzata per la mia cronica incapacità a mantenere rapporti affettivi per lunghi periodi, forse bastava poco, forse se nasci rotondo non muori quadrato.
Non voglio dire che con un'italiana tutto sia piu' semplice, soltanto che ci sono matrici e cultura comuni, siamo cresciuti qua', qua' sono le famiglie e non si devono affrontare problematiche su situazioni lontane un oceano.
Non so quali regole abbiate messo in piedi per gestire al meglio le vostre convivenze pero' da un lato un po' vi invidio perche' evidentemente avete qualita' che io non possiedo, dall'altro...neanche un po'.
Immagino le quotidiane battaglie per cercare di far capire cose che ai nostri occhi sono estremamente semplici....e via discorrendo.
Ritengo anche che molte coppie siano oramai, nei fatti, terminate, che continuino a stare insieme per i figli o, piu' facilmente, per ragioni meramente economiche, in quanto mancano i presupposti economici per separarsi.
Perche' per andare fuori dai coglioni ci vogliono dei bei soldi amici miei.
Una volta in piu', davvero, ogni testa e' un piccolo mondo.

lunedì 15 maggio 2017

QUALITA'-PREZZO




Durante questo mio ultimo giro a Cuba, per la seconda volta consecutiva, non ho rentato lo scooter.
Le ragioni non sono economiche, ho sempre in un modo o nell'altro pagato una cazzata, ma bensì dovute alle condizioni miserande in cui versano i pochi scooter rimasti da rentare in citta'.
Chi renta gli scooter a Tunas e' un amico di vecchissima data, ma neanche lui puo' fare i miracoli.
Mi ha sempre messo da parte il miglior mezzo che aveva, questo non mi ha messo al riparo da rotture di cabasisi e Madonne tirate giu' ad ogni pie' sospinto.
L'ultima volta che ho rentato il mezzo e' stato tutto un golgota di guasti, problemi, aceite che mancava al taller e via discorrendo.
Con gli scooter ho sempre viaggiato molto per la provincia (qualcuno ricorderà il post “Diario dello scooter” parafrasando il diario di viaggio ben piu' importante del Che col suo compagno) sono andato spesso al mare senza grandi problemi.
Ultimamente pero', con quei mezzi obsoleti, non mi fidavo piu' di uscire dalla citta', anche perche' al mio amico rentador avevano requisito l'Ape con cui, eventualmente, sarebbe potuto venire a prendermi, se il mezzo si rompeva sperduto in culo ai lupi.
Sono 2 anni che mi narra del prossimo arrivo dei nuovi scooter fiammanti, cilindrata 125, perfetti, indistruttibili ecc...
Il problema e' che i tempi sono quelli cubani, di questi nuovi scooter ancora non si vede traccia.
Quindi ho camminato.
Mi e' sempre piaciuto camminare, la vita che facciamo in Italia ci vede traslocare il nostro culo dal sedile dell'auto a quello dell'ufficio, da quello dell'ufficio al divano di casa.
Abbiamo perso il piacere del camminare...per il gusto di farlo.
Certo vado a correre, ma non e' esattamente la stessa cosa quando ci sono tempi da rispettare e un cardiofrequenzimetro con cui combattere.
A Tunas ho riscoperto il piacere di camminare senza un cazzo da fare, per il piacere di farlo.
Senza un cazzo da fare e' una parola grossa....ho la fortuna di vivere in un barrio che si trova al massimo a 10 minuti a piedi da tutto.
La pista di atletica e' a 2 minuti, la palestra e il centro a 10, le case “ludiche” pure ecc...
Al mattino mi mettevo le cuffiette per la musica, con lo zainetto in spalla mi recavo in palestra sotto il sole del Caribe...una figata credetemi.
Poi rientravo per la doccia, tornavo in centro per un almuerzo veloce, poi il pomeriggio ludico, la chiacchierata con gli amici e si rientrava.
La sera ancora un giro.
Ho riscoperto il piacere di avere tempo da perdere contento di avercelo.
Se dovevo uscire dalla citta' ed era disponibile prendevo la Jeep aziendale, lo faccio da qualche vacanza e nessuno mi ha ancora rotto i coglioni.
Fra l'altro ora dovrebbe essere arrivata da La Habana la nuova carrozzeria del mezzo, verde scuro militare, giusto per capirci.
Quando abbiamo portato i cani dal veterinario per le varie vacunas abbiamo preso un coche tutto per noi, anche perche' Tifon e' piu' grosso dello scooter e il trasporto su questo mezzo non sarebbe stato possibile comunque.
Ovviamente mi e' stato proposto l'acquisto di ogni scooter elettrico possibile ed immaginabile.
In giro per la citta', parcheggiati in vari portal, ci sono decine di mezzi simili in vendita, mezzi che a La Habana si trovano a 1300/1500 cuc ma a Tunas, chissa' perche', vengono proposti a 2200/2500 cuc.
Tenete conto che portarli da Panama costa, per quelli piu' grandi 900 dollari.
Neanche se me li regalano.
Ho conoscenti con RP che li hanno, sono diventati matti a trovare nuove batterie quando quelle originali si sono consumate.
Non si ricaricano mai del tutto e cosi' dopo 35/40 km percorsi ai 30 all'ora e' di nuovo ora di ricaricare le batterie.
Rischio di non riuscire a tornare indietro da Callixto...non da Holguin...
A La Habana li ho visti ma a Tunas, gli scooter a miscela, che io sappia, non sono ancora consentiti.
Non se ne vedono in giro che non siano dello stato, in uso a dipendenti di varie imprese.
Ad esempio vedo delle vespe Piaggio usate da dipendenti dell'Etecsa o scooter Suzuki rossi usati da dipendenti di altre ditte, ma mezzi a miscela in mano a privati non se ne vedono.
Quando se ne vedranno in giro potrei considerare di acquistarne uno, con quello che ho speso in renta negli anni ne prendevo una mezza dozzina.
Certo fosse possibile portarli da qua' sarebbe una figata, anche perche' ci costerebbero meno della meta' rispetto ai valori assurdi che hanno le auto e le moto a Cuba.
Pensavo che mi sarebbe mancato un mezzo per muovermi invece ho scoperto che ne posso farne volentieri a meno, visto lo stato di quelli che stanno rentando.
In futuro vedremo, se arrivassero veramente i 125 potrei rentarli una volta per vedere se rappresentano davvero il salto di qualita' che tutti speriamo o se si tratta degli ennesimi chiodi.
Anche le auto che stanno rentando a Tunas sono sempre di peggior livello, sono andato con un amico al mare con un Geely.
Una merda di carro, rumoroso e con meno ammortizzatori di uno scooter cinquantino.
Il tutto per 65 cuc al giorno...mah...
Il solito discorso su Cuba; non esiste mai un rapporto qualita'-prezzo.
Rento uno scooter che mi molla ogni 2 per tre, affitto un'auto che fa schifo, vado in un hotel che dovrebbe essere un 4 stelle mentre a malapena, en vida real, sarebbe da 2.
Il tutto pagando piu' del dovuto.
Cuba e' anche questa; prendere o lasciare.

M&S CASA PARTICULAR HA AGGIUNTO DEGLI AGGIORNAMENTI

domenica 14 maggio 2017

M&S / GRANDE TORINO / FLY GYM / ORIENTE DELL'AVANA



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M&S CASA PARTICULAR CUBA

 

Cari amici
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Buone vacanze

GRANDE TORINO



sabato 13 maggio 2017

L'EMBARGO...C'E'!



Risultati immagini per NO BLOQUEO

L'embargo c'e'.
Esiste.
La vulgata che si beve ogni cazzata propinata dalla nostra stampa, (la stessa stampa che nei riguardi del Venezuela dimostra la propria ennesima vergogna professionale) e' convinta che il bloqueo sia stato tolto da Obama.
Molti conoscenti, sapendo che frequento quelle lande mi chiedono, sicuri e convinti, come sia la vita oggi dopo che col grande vicino del nord le cose sono tornate normali.
Normali una cippa.
Ci era gia' successo all'inizio della nostra esperienza di M&S CASA PARTICULAR CUBA.
I primi pagamenti di provvigioni ce li facevamo fare su pay pal, ogni volta che, nella causale di pagamento, appariva la parola Cuba...si bloccava tutto il meccanismo.
Infatti abbiamo abbandonato quel tipo di pagamento.
La scorsa settimana mi paga la dovuta e sacrosanta provvigione una fanciulla sfizzera, probabilmente del canton Ticino visto che scriveva perfettamente in italiano.
Due giorni dopo la comunicazione, con tanto di ricevuta inviata, dell'avvenuto pagamento del bonifico, mi contatta la fanciulla dicendomi che non era partito, tutto si era bloccato non appena nella causale era apparsa la parola CUBA.
Ovviamente le dico di rifarcelo senza usare quella parola, tutto torna nella normalita'.
Con le banche italiane non abbiamo avuto questo problema sul bonifico diretto, evidentemente gli sfizzeri sono piu' ligi alle direttive confederate.
Quindi, ripeto, embargo tolto una cippa.
Leggevo l'altro giorno come el bloqueo, secondo fonti cubane, sia costato all'isola oltre 120 miliardi di dollari e che ogni anno incida pesantemente sugli affari cubani, sopratutto per quanto riguarda situazioni con stati od enti terzi.
Non voglio reiterare i soliti discorsi sul quanto sia anacronistico questo provvedimento datato oramai 1960, non ho idea cosa Trump abbia in mente di fare dico solo che si tratta di uno degli ultimissimi retaggi di un altro secolo, un'altra epoca, un altro mondo.
Gli Usa hanno ottimi rapporti commerciali col Vietnam dove lasciarono le piume 52 mila giovani americani, mentre a Cuba, dove al final no paso' nada....sigue el bloqueo.
Vero e' che questo provvedimento iniquo e' stato funzionale anche al potere cubano, consentendogli di giustificare ogni provvedimento politico ed economico come una sorta di “provvedimento di guerra”, visto che a nord si faceva di tutto per ribaltare la Revolucion.
A questo punto lo scriba lascia il posto all'uomo della strada, ignorante e smanioso di sapere come funzionano le cose.
Mi sono sempre chiesto, se esiste un bloqueo, come sia possibile che nelle tiendas cubane si siano trovati prodotti reperibili anche in quelle statunitensi.
Non solo, addirittura ci sono sempre state tiendas con tanto di marchio Adidas ad esempio.
Il bloqueo dovrebbe prevedere che, se commerci col diavolo poi non puoi piu' poterlo fare con gli angeli...o qualcosa di simile.
La Coca Cola, la Barilla, gli elettrodomestici sud coreani, i mobili brasiliani e via discorrendo.
In linea teorica tutti questi prodotti violerebbero l'embargo, queste ditte non potrebbero poi commerciare con gli Usa, credo.
Certo, mi spiegavano che, ad esempio, la Coca cola (la Corona ecc...) vengono dal Messico o dal Canada quindi e' possibile che ci siano degli intermediari di mezzo, anzi e' praticamente sicuro.
Il governo statunitense non e' in grado di sapere che la Coca Cola venduta a quell'itermediario finira' poi a Cuba?
I negozi sono pieni di elettrodomestici Daewoo....come puo' poi questo colosso riempire anche i negozi statunitensi se commercia con Cuba, in barba all'embargo?
Obama ha alleggerito la questione permettendo alcune transazioni commerciali, leggevo ad esempio che alcuni prodotti agropequari cubani sono oggi venduti in California.
Trump, che in campagna elettorale evito', a differenza della Clinton, di tirare in ballo la menata dei diritti umani a Cuba, cambiera' questo stato di cose visto che, pare, una serie di nuovi provvedimenti sono al vaglio della sua amministrazione?
Ripeto questa faccenda dell'embargo mi e' sempre sembrata, da culo bianco, una qualcosa di tirato per la giacchetta a seconda delle convenienze reciproche.
Fra l'altro fra i danni dell'embargo, gli statisti cubani inseriscono anche i mancati introiti per la poca possibilita' data ai turisti yankee di visitare l'isola....anche questo conteggio, tutto sommato, mi pare un filino tirato per i capelli.
Visto e considerato che in quest'ultimo anno i turisti Usa come numero sono secondi solo ai soliti canadesi.
Che poi, al final, per noi turisti di vecchia e nuova frequentazione dell'isola, che el bloqueo ci sia o meno...non e' che poi ci cambia qualcosa nella nostra vacanza.
Figuratevi per chi, come me, ha combattuto sul delta del Mekong....ovviamente coi Viet....
Anche senza bloqueo dovremo comunque pasar trabajo per trovare o non trovare determinate cose.
Comunque l'embargo c'e' ancora, come abbiamo potuto constatare noi di M&S, anche solo per piccole transazioni di poche decine o centinaia di euro.

M&S CASA PARTICULAR HA AGGIUNTO AGGIORNAMENTI
CUBA