domenica 25 settembre 2016

GRANDE TORINO



Cari amici
Chiunque fosse interessato a soggiornare a Las Tunas, el balcon sull'oriente cubano, lo puo' fare nella casa de renta Grande Torino.
A lato, linkando sul logo, potete visionare il sito e rendervi conto della qualita' del servizio.
Possibilita' di transfert da e per ogni aeroporto dell'Isola.
Garage incluido nel prezzo.
Possibilita' di desajuno, almuerzo e comida ad ogni ora.
Per quanto rigurada le opzioni di...svago, vale sempre il vecchio adagio, che vi ripetera' la duena, "cuidame que yo te cuido".
Chiunque fosse interessato puo' contattarmi alla mail orienteavana@libero.it
Buone vacanze

GRANDE TORINO

M&S CASA PARTICULAR



M&S CASA PARTICULAR CUBA e' un'agenzia on line che si occupa della prenotazione di case particular in tutta l'Isola.
In questo momento propone quasi una cinquantina di case de renta a La Habana, (Alamar, Avana del Este, Centro Avana, Avana Vecchia, Miramar, Siboney, Vedado) Guanabo, Cienfuegos, Varadero, Trinidad, Camaguey, Las Tunas, Holguin Gibara, Guardalavaca, Nueva Gerona, Baracoa e Santiago de Cuba.
Ogni giorno ci giungono proposte di inserimento da parte di altre case sparse per la maggiore delle Antille.
Con M&S Casa Particular Cuba potrete prenotare la vostra casa de renta insieme ad altri servizi come desajuno, almuerzo y comida, il transfert da e per l'aeroporto piu' vicino, un auto a disposizione con chaffeur per tutti i giorni che vorrete, e molte altre possibilita'.
Abbiamo cuarti de renta, case indipendenti, case coloniali e ville con piscina, ogni budget puo' essere soddisfatto.
Sul nostro sito troverete tutte le informazioni necessarie, una pagina per ogni casa con descrizione dei servizi offerti e ricche fotografie che vi aiuteranno a scegliere quella che vorrete.
Vi aspettiamo!
M&S CASA PARTICULAR CUBA

sabato 24 settembre 2016

GLI AMICI


Oggi e' l'ultimo sabato in cui non lavoro, mi tocca domani mattina.
I sabati di ottobre li faro' tutti, in quanto poi, a novembre, toccheranno ai miei soci.
Quindi butto giu' 2 righe, prima di andare per mercati con Birillo.
Ieri avevo postato il pezzo sul "calcio camminato", una roba brutta, mi ammazzo prima di ridurmi a camminare su un campo di calcio.
Ieri sera dopo la partita coi miei Villans, persa 3-1 ma che si poteva perlomeno pareggiare, siamo andati a cena al solito circolo di tennis.
Uno di noi, mio coetaneo, aveva idea di annunciare, dopo essere stato con noi per 30 dei 35 anni del nostro cammino, l'addio al calcio giocato.
Caviglia e ginocchio malandati, e' il tassista che mi porta al terminal de la guagua a Torino quando parto da Malpensa, le gambe, per il suo lavoro...servono.
Siamo riusciti a farlo desistere dal triste epilogo, che si curi, lasci passare un po' di tempo...poi si vedra'.
Un'altro 52 enne, dopo 4 mesi di stop dovrebbe rientrare alla prossima, il 7 ottobre.
La realta' e' che gli anni passano per tutti, Higlander c'e' solo nei film mentre noi, alla fine siamo solo macchine ad ossigeno che tendono a deteriorarsi.
Alla fine, se dalle nostre vite togliamo le cazzate, il lavoro, la/e famiglia/e quello che resta sono gli amici.
Per rimanere amici per cosi' tanto tempo serve una matrice comune, per i Pooh e' stata la musica, per noi il calcio.
Senza una ragione vera per vedersi probabilmente ci saremo persi da decenni, un pretesto ci vuole sempre.
Gli amici, quelli veri, te li conservi con la lealta' e con l'esserci nei momenti importanti, belli o brutti che siano.
Sembra facile detto cosi' ma la vita spesso ti indirizza verso strade differenti, obiettivi finti.
In quel percorso si rischia di non rendersi conto di cio' che abbiamo intorno.
A noi non e' successo e non succedera'.
Quando alla fine tutto di dissolve mostrando la sua facciata di precarieta', restano solo loro.
Gli amici.
P.S. La felpina USA e' di Hockey.....un regalo di una mia amica che ha un negozio di articoli sportivi....troppo bella per non metterla....malgrado la scritta....

venerdì 23 settembre 2016

LE PIOGGE DI SETTEMBRE

 Risultati immagini per PIOGGE A LA HABANA

Siamo io e Maurizio. Abbiamo appena finito di vedere Roma Barcellona dalla "tribuna Siboney" e torniamo a casa. La tribuna Siboney è la splendida casa di Fabio che settimanalmente riunisce una decina di romanisti sfegatati. Atmosfera stupenda: il nostro dialetto, prelibatezze, chiacchiere, tifo, la Roma. Quella specie di malinconia diffusa, quella distanza che colmiamo parlando più romano ancora, citando ricordi, in un labirinto di parole private dove troviamo solo noi la strada. Io e Maurizio per strada. Da Siboney prendiamo Quinta e cade sulla macchina una tempesta tropicale. Si annunciava da ore ma adesso viene giù con la forza di un tuono interminabile. Quinta si inonda. Dalle traverse scendono fiumi d'acqua che mettono paura. Macchine ferme. Il Moskovic di Maurizio tira dritto come un guerriero coraggioso. Solleva creste d'acqua come una barca a vela ma va avanti nonostante tutto. Maurizio mi dice che il segreto delle macchine a benzina è lo spinterogeno. Se si bagna quello, è finita. Mentre camminiamo a passo d’uomo penso che mi piacciono le piogge  di settembre. Queste piogge. Hanno il sapore del rimescolamento delle pedine del domino. Aria nuova. "Agua", dicono qui. Un'altra partita ancora. Una specie di rivoluzione. Parliamo ancora. Delle prestazioni dei giocatori. Di certe intuizioni tattiche. Ma io sono altrove. Penso a questo settembre. Alla rivoluzione permanente che mi attraversa. A queste piogge terrificanti che mi infliggo per cambiare ancora le tessere della mia partita. Mi domando se abbia un senso parlare della mia rivoluzione permanente. Se non sia una contraddizione in termini.

Sta per uscire un mio nuovo libro e sono contento. Ne sto scrivendo un altro che mi cattura spesso i pensieri come una donna impossibile. Scrivo poco. La solita storia, il solito braccio di ferro tra la vita, la sopravvivenza e la scrittura. Li lascio fare come fosse qualcosa che non mi riguarda. Tanto è là che dobbiamo tornare, io e la mia vita. Davanti ad una pagina bianca a rimettere a posto le cose. Giorni fa io e Mabel siamo andati di sera a fare le foto al Morro per la copertina del mio prossimo libro. Abbiamo preso la moto ed abbiamo percorso una strada infinita: Regla, Guanabacoa, Alamar fino al Morro Cabaña. È stato bellissimo. Abbiamo scattato centinaia di foto, abbiamo seguito il rito del cañonazo e poi abbiamo mangiato qualcosa. Siamo tornati a casa di notte. Era una bella notte. Quasi fresca. Sapevamo entrambi della rivoluzione imminente. Sogni diversi. Lei fra poco va in Spagna a studiare e io resto qui. La solita storia. Faccio l'appello interiore per chi resta. Come in classe. Non resto da solo. Non resti da solo, Alessandro.
Quando piove così non valgono le regole di sempre. Percorriamo tratti del viale pedonale centrale di Quinta. Lo fanno in molti. Il Moskovic sbuffa, perde colpi, ma non si spegne. Mi ricorda il mio cuore sgangherato di settembre. Il mio cuore sgangherato di sempre. Accelerazioni e passaggi a vuoto. Malinconie, mancanze, ma poi, quella misteriosa energia per andare avanti, una mano ancora, una partita ancora.
Arriviamo a casa e piove ancora. Aspettiamo che spiova parlando di nulla: ancora qualche considerazione sulla partita ma poi silenzi. Poi progetti slabbrati come solo a L'Avana è possibile farne. Io penso alle settimane che vengono. Al suo fantasma che poco a poco uscirà di casa. Senza far rumore. Ai miei prossimi rilanci. Alla testa sotto alla sabbia. Penso a settembre e alle piogge furiose di L'Avana. Quelle che sembrano non finire mai o uccidere tutto. Poi per miracolo torna il sole. Inatteso, improbabile. A rimettere le regole. A illuminare le strade. A far tornare mondo il mondo. A raccontare una volta ancora, a uomini che non vogliono crescere, che esiste un percorso ed un fine. 
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Il brano e' tratto da “Il bello dell'Avana” blog di Alessandro Zarlatti.
Bella penna, peccato che non aggiorni piu' il suo “diario”, direttamente dalla capitale di tutti i cubani.
Settembre.
Un mese che, per oltre due lustri, mi ha visto sempre a Cuba; finiva la stagione turistica, salivo sul primo aereo disponibile per andare a scaricarmi el cerebro dalle tribolazioni estive nella maggiore delle Antille.
A Tunas c'e' il Carnevale che in oriente e' tanta roba.
Settembre a Cuba e' ancora piena estate, fa un caldo boia, c'e poco turismo ed e' uno dei migliori periodi per godersi la citta'.
Dallo scorso anno il giro del fumo e' cambiato, settembre e ottobre se gestisci un fitness club, sono i mesi piu' importanti.
Da una settimana si e' abbassata la temperatura, settembre e' tornato ad essere settembre e , per fortuna, abbiamo iniziato davvero a correre.
Il mese, non era partito male ma e' ora, con l'autunno che ti entra dalle finestre di casa, che la gente realizza che l'estate e' finita ed e' il momento di tornare a sudare un po'.
Settembre e' un mese di progetti e obiettivi da raggiungere, di rapporti da rinsaldare e gente nuova da conoscere.
Non e' mai un punto di arrivo ma sempre uno di partenza.
Francamente mi dispiace perdermi il Carnevale ma sto' facendo una cosa che mi piace, che probabilmente so fare anche discretamente.
Mettimi ad organizzare ed aggregare e sto' come un raton in un caseificio.
Certo le giornate grigie e piovose non fanno piacere, ma vedere la tua attivita' che si rimette in moto in modo serio e' una cosa che regala forti emozioni e solide soddisfazioni.
Settembre, da sempre, e' un mese di ripartenze; da ragazzo si tornava a scuola, si rivedevano gli amici, si riprendevano gli allenamenti, si scrivevano lettere appassionate e piene di promesse che non saranno mai mantenute alla ragazzina conosciuta al mare, con cui avevamo passato nottate in spiaggia abbracciati, scalzi e coi calzoni arrotolati.
Non c'erano i social...
Settembre mi mette addosso sempre molta energia, anche in quest'anno dove ho lavorato tutta l'estate.
E' tutto da fare, tutto da mettere in piedi, tutto da ritrovare.
Cuba e' al suo solito posto bellissima e conturbante, non e' ancora il momento di andarci ma....so che mi aspettera', come sempre.

" Settembre è il mese del ripensamento sugli anni e sull' età,
dopo l' estate porta il dono usato della perplessità, della perplessità...
Ti siedi e pensi e ricominci il gioco della tua identità,
come scintille brucian nel tuo fuoco le possibilità, le possibilità... "


giovedì 22 settembre 2016

INVITO TURISTICO

 Risultati immagini per cubane in italia

Voglio precisare che questo pezzo tratta una situazione a carattere generale, senza entrare in alcuna situazione specifica.
Semplicemente si tratta di uno di quegli argomenti che, periodicamente, e' bene aggiornare.
L'invito turistico.
Credo che tutti sappiate di cosa si tratta, la possibilita' di invitare, per un massimo di 3 mesi (per la legge italiana) una cubana, assumendosi le responsabilita' di tutto cio' che accadra' nei 3 mesi di soggiorno.
Molti di voi hanno dato il via al percorso famigliare attuale grazie anche ad un invito turistico.
Si segue una procedura abbastanza costosa, la candidata effettua un'intervista nella nostra ambasciata, una settimana dopo ci sara' la “sentenza” che, molto spesso, nulla avra' a che vedere con l'effettiva qualita' del rapporto con l'invitante o la possibilita' di possibile emigrante.
Esiste una politica dei flussi del Viminale che assegna, ad ogni paese, tot visti per l'Italia all'anno, finiti i quali ogni richiesta verra' respinta.
Solitamente la motivazione principale che spinge qualcuno ad effettuare questa procedura e' rappresentata dal tentativo di verificare se l'eventuale venuta temporanea della fanciulla potra', eventualmente, diventare definitiva.
Insomma, si prova per vedere se si abitua a vivere da noi, se potra' funzionare in futuro ecc....
Opinione personale; secondo me non e' la strada giusta.
Se la fanciulla vuole, se lo scopo e' l'uscita dal paese...senza ritorno, in 3 mesi, puo' tranquillamente nascondere la rumenta sotto il tappeto.
Puo' farsi andare bene le cose che, una volta ottenuto il bersaglio grosso, sara' sua premura far sapere all'invitante di non gradire per nulla....a quel punto sono volatili diabetici.
Secondo me se si vuole conoscere bene una persona per poi, eventualmente, iniziare un percorso insieme, la conoscenza deve avvenire nel suo paese d'origine....in Italia in un modo o nell'altro la situazione lei...l'agguanta.
Bisogna, a casa sua, senza freni e atteggiamenti manierati, capire se puo' essere la persona giusta.
Conoscere la famiglia, gli amici, la sua storia ecc....
Certo, ci vuole tempo, il tempo che pochissime persone hanno a disposizione per un compito cosi' complicato.
In un paio di settimane si puo' fare davvero poco, per questa ragione scatta l'invito, che, detto per inciso, non funziona quasi mai.
Ne ho fatti un paio, una decina di anni fa.
Il primo, di 2 mesi, lo ricordo con molta simpatia, ero in giro per villaggi nell'estate italiana e mi feci accompagnare da una cubana statuaria.
Il secondo aveva proprio lo scopo di una buona conoscenza, i tre mesi divennero 10, alla fine la scelta fu di non proseguire nella storia, probabilmente piu' per colpa mia, se nasci rotondo non muori quadrato....
Siamo comunque rimasti non buoni ma ottimi amici, questo non e' da tutti...in realta' non capita quasi a nessuno.
A livello generale incidono molte situazioni, la differenza di eta', il luogo dove viviamo, il fatto di vivere da soli o ancora con la famiglia, la situazione economica ecc....
Molti sostengono che la prima cosa da fare, una volta arrivata la fanciulla in Italia, e' quella di tenerla lontanissimo da tutte le altre cubane che soggiornano, a diverso titolo, nel nostro paese.
Puo' essere una buona cosa ma non bisogna mai generalizzare.
Ho una socia cubana in palestra che e' qua' da 10 anni, si e' fatta un mazzo cosi' ed e' in grado di dare i migliori consigli senza mai dare il cattivo esempio.
Certo se la fanciulla viene a contatto con gente che non fa un cazzo dal mattino alla sera, aspettando il tordo da impallinare allora non e' neanche il caso di parlarne.
Alla fine tutto dipende da noi, dall'esperienza di donne che la vita ci ha consentito, al tempo che possiamo dedicarle, alla location dove le andiamo ad infilare.
Non tutte le storie sono finite male, molti hanno dato inizio ad un progetto che prosegue negli anni.
Alla fine siamo tutti nelle mani degli Orishas.

mercoledì 21 settembre 2016

BESTIE VARIE

 Risultati immagini per caimano cubano

Ogni tanto mi piace fare qualche post riguardante l'alimentazione a Cuba, questo malgrado che non sia un gran mangione.
Girando per il mondo, per lavoro e per diletto, posso dire di aver mangiato di tutto; dalla scimmia, ai pipistrelli, dai serpenti alle rane, queste ultime sono una specialita' piemontese mutuata dai francesi, non a caso chiamati mangiarane.
A Cuba di bestie strane non e' che ce ne siano tantissime, pero' situazioni particolari ed insolite capita di incontrarne.
Una volta, a Tunas, in un ristorante che, all'epoca, frequentavo parecchio mi e' capitato di sentirmi offrire per cibo il caimano.
La mia curiosita' mi ha spinto a voler provare questo tipo di carne, e' giusto, in giro per il mondo entro certi limiti, provare quella che viene considerata la cucina del luogo.
Ora, non e' che la carne di caimano sia diffusissima nell'isola, quindi decisi di provare.
Non so che pezzo del rettile mi rifilarono, ma mi ritrovai davanti una carne gelatinosa e immangiabile....una schifezza che rimandai indietro, seduta stante.
Dopo quella volta me lo offrirono in altre occasioni, basto' uno sguardo per far capire al mio interlocutore che....non era il caso.
Fra l'altro non sono neanche andato a vederli dal vivo sull'isola, mi dicono che merita.
La carne di Carey e' una delle piu' pregiate nell'isola, vista anche la durezza della carne di vacca autoctona.
Vi devo confessare che, un paio di volte, ho mangiato la carne di tartaruga, sempre per il solito discorso di provare cose nuove, cibi sconosciuti.
Non e' male, dolciastra e tenera, pero' dopo quel paio di volte non l'ho piu' voluta mangiare.
E' una situazione simile a quella che vivo, in Italia, con la carne di cavallo.
E' buona, fa bene ma....pensare di mangiare un cavallo.....non mi va giu'.....esattamente come a Cuba mi capita di non mangiare piu' la carne di carey perche' mi ritrovo a pensare che si tratta di una razza protetta.
Quando lavoravo alle Seychelles ricordo di aver fatto una nottata sulla spiaggia, aspettando che una tartaruga di mare depositasse le uova.
Per non parlare dell'escursione ad Aldabra per vedere le secolari tartarughe di terra.
Insomma non mi va.....
So che il cavallo non e' una razza protetta, sono consapevole che si tratta di una carne popolare.....ma evito.
Atteggiamento ipocrita me ne rendo conto, perche' su mucche, galline, conigli e selvaggina varia la penso in modo differente.
A differenza di cio' che accade nel nostro paese, a Cuba, il pescado del rio e' classificato come pesce di bassissima qualita'.
Devo dirvi che ho mangiato tilapia e altri pesciotti di fiume, fritti, tutto sommato non sono poi cosi' male.
Con una Cristal fredda davanti si manda giu' di tutto.
Certo se li paragoniamo al pesce di mare il sapore e' molto differente, cosi' come lo e' nei confronti della nostra trota o la trota salmonata, pero' tutto sommato si puo' mangiare.
A Cuba costa una fesseria, e' la ragione per cui c'e' un discreto consumo di questo tipo di pescado.
In alcune zone dell'isola, mi dicono, c'e' chi mangia il pesce gatto, esattamente come avviene in molte zone confederate degli Stati Uniti.
Non ci ho mai provato, non mi e' mai capitata l'occasione, se capitasse....chissa'...
Un'altro tipo di carne che il cubano consuma poco e' quella di coniglio.
Non se ne trovano facilmente in citta', solitamente occorre andare al campo dove qualcuno li alleva.
Sopra Colombia, dove un'abuela del familion ha una finca, c'e' un tizio che li alleva nella sua finca, mi spiegava che non e' poi questo grande negocio.
Mangiano come forsennati e alla fine si vendono a cifre piuttosto basse, siamo nell'ordine dei 30/40 pesos l'uno.
Il tipo mi diceva che li alleva piu' che altro per consumo proprio piuttosto che per venderli, comunque ricordo che gliene comperai 3.
Ovviamente il cubano, il coniglio, non lo sa cucinare, ma questo e' un altro discorso.
Conoscete altri tipi di carni un po' strane che si consumano a Cuba?
Tenete conto che io considero “strana” anche la carne delle loro vacche....tutte pelle ed ossa, infatti solitamente....se posso, evito.

martedì 20 settembre 2016

TRUMP E I VOLI

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Donald Trump, di fronte ad un uditorio formato in gran parte da eminenti rappresentanti della comunita' cubano-americana, in Florida, ha affermato che le aperture statunitensi nei confronti di Cuba, sono state possibili grazie a decreti presidenziali e che, con altrettanti decreti, una volta diventato presidente, potrebbe fare marcia indietro se l'isola non garantira' le liberta' politiche e religiose.
Ovviamente siamo in campagna elettorale, ogni candidato sarebbe pronto a scommettere, pur di ottenere voti, che gli alieni saranno in prima serata nello show di Opa.
Il buon Donald forse non e' stato informato che Cuba, dopo la visita di Giovanni Paolo II, consente ad ogni religione di manifestarsi secondo i suoi dettami, nei suoi luoghi di culto e con i suoi riti.
Per quanto riguarda i discorsi politici forse sarebbe meglio prima sollevare il bloqueo e riconsegnare alla repubblica la piena sovranita' su tutto il territorio nazionale e poi, eventualmente, affrontare certi discorsi.
La storia insegna una cosa; indietro non si torna.
Dopo la caduta dell'impero romano non c'e' stato verso di ritornare agli antichi fasti, dopo la caduta del muro nessun paese dietro l'allora cortina e' tornato alla forma politica precedente.
Sventolare la bandiera dell'anticastrismo puo' forse portare qualche voto, se si scrive in blu magari qualche visita in piu', ma e' una politica perdente in partenza.
Le nuove generazioni di cubano americani che Cuba sia governata da un governo Socialista lo hanno accettato da tempo, la sola cosa che vogliono e' poter aiutare la famiglia, chiedono la possibilita' di rimettere a posto la loro casa o di acquistarne un'altra, vogliono essere certi di poterci tornare regolarmente e sperano che i loro parenti possano raggiungerli, in visita piu' o meno lunga, ogni volta possibile.
Il resto sono solo le solite cazzate da vecchi....di entrambe le parti.
Come chiunque mastichi un minimo di politica sa bene, i poteri del presidente statunitense arrivano fino ad un certo punto, sin dai tempi dei padri fondatori il paese e' governato dai poteri forti di alcune antiche famiglie.
Neanche un'idiota puo' pensare che, per 8 anni, la piu' grande potenza del pianeta sia stata governata da quel decerebrato di Dabliu Bush.
Saddam non e' stato abbattuto per le armi di distruzione di massa, che non sono mai esistite, ma semplicemente perche' era seduto su un mare di oro nero e alla casa bianca c'era un texano messo li da altri texani, petrolieri, ben piu' facoltosi ed influenti.
Se Obama ha fatto quelle aperture, la cosa non e' accaduta perche' una mattina si e' svegliato col piede buono.
Il tutto e' stato concordato con la classe industriale ed economica che manda avanti il paese, lui puo' averci messo qualcosa di suo, ma l'indicazione e' partita da chi le redini del potere le tiene in mano da sempre.
Quindi, nella malaugurata ipotesi che Trump diventasse presidente alla fine anche lui, anzi proprio lui che quel potere lo conosce molto bene, dovra' adeguarsi ai tempi che stiamo vivendo e accettare il fatto che le cose sono veramente cambiate.
Certo che Cuba ci mette anche del suo per complicare le cose....
Avrete letto del ripristino dei voli commerciali diretti fra gli Usa e l'isola caraibica.
Cuba ha fatto sapere, a chiare lettere, che al di fuori di eventi naturali gravissimi che obbligassero un aereo di una compagnia statunitense ad un atterraggio di emergenza sull'isola, a nessun membro dell'equipaggio cubano americano sara' consentito pernottare, anche una sola notte, nell'isola se quest'ultimo non entrera' nel paese col passaporto cubano....in piena validita'.
Sappiamo bene che Cuba non riconosce la doppia cittadinanza, per motivi strettamente economici e di cassa, quindi il pilota o lo steward cubano americano che sara' assegnato a questi voli dovra' viaggiare col suo bravo passaporto cubano in regola, in caso contrario.....boh....lo faranno dormire in aeroporto.
Cazzate da vecchi....appunto.
Concludo con la novita' dell'Alitalia che ha annunciato l'inizio dei voli su La Habana, per il momento, se non ho letto male, solo da Roma.
Non conosco i prezzi, ma comunque e' un bel passo avanti verso il ritorno della nostra ex compagnia di bandiera ad una competitivita' che sembrava perduta per sempre.
E' bastato toglierla dalle grinfie dei politici italiani, far fuori tutti i raccomandati che la dissanguavano, per avere un'azienda tornata a dare utili.....anche se non piu' o non soltanto piu'...italiani.
  Risultati immagini per hostess alitalia

lunedì 19 settembre 2016

DIVERTIMENTI

 Risultati immagini per divertimenti a cuba

Come amo ripetere spesso, la testa di ognuno di noi rappresenta un piccolo mondo.
Un piccolo mondo coi suoi riti, le sue abitudini, le sue manie, i suoi gusti.
Anche in ambito divertimenti il ventaglio di possibilita' che Cuba offre e' talmente vasto che ognuno di noi, al final, puo' trovare cio' che cerca senza grossi problemi.
Notoriamente una persona normale non va in vacanza per rompersi le palle, neppure per fare una vita tutto sommato simile a quella che fa a casa propria.
In quel caso, un torinese, potrebbe tranquillamente comprarsi o affittarsi un'appartamento a Diano Marina e il problema sarebbe risolto.
Infatti molti lo fanno.
Il concetto di divertimento non soltanto varia da persona a persona, ma anche per la persona stessa a seconda del periodo in cui si trova all'interno del suo percorso di vita.
A Cuba, nella stragrande maggioranza dei casi, il divertimento viene inteso come la possibilita' di frequentare fanciulle, quasi sempre non stagionatissime, con una facilita' sconosciuta in casa propria.
Si torna al discorso di poter fare una vita differente rispetto a quanto capita al proprio paesello.
Giusto per capirci e' abbastanza difficile, badate bene ABBASTANZA DIFFICILE ma non impossibile, che io o qualcuno di voi, questa sera, esca di casa per tornarci con una fanciulla conosciuta in serata.
Ovviamente parlo di situazioni....normali....capiamoci gente...
A Cuba diciamo che e' abbastanza difficile, badate bene ABBASTANZA DIFFICILE ma non impossibile, che io o qualcuno di voi, una sera qualunque, si esca di casa per tornarci SENZA una fanciulla.
Ovviamente NON parlo di situazioni normali....capiamoci gente...
Quindi per molti il divertimento consiste in questo e solo in questo, quando parlo di questo parlo solo dell'epilogo finale della serata, tutto il resto, tutto cio' che porta all'epilogo, viene vissuta soltanto come una fastidiosa perdita di tempo.
Il vostro umile scriba non ha certo appeso il picco al chiodo ma...diciamo che, oggi, la vedo in modo un tantino differente.
La fase finale e' soltanto la logica conseguenza di quella precedente, il vero divertimento e' proprio racchiuso in tutto cio' che porta alla fase finale.
Vincere facile non e' piu' cosi' scontato a Cuba, se l'asticella viene posizionata in alto la soddisfazione di averla saltata e' il vero momento di divertimento.
Personalmente considero poi altre situazioni come il MIO divertimento.
Mi piace pianificarmi la giornata, andare in palestra la mattina ad allenicchiarmi (male) ma a chiacchierare con tantissima gente, vado a fare la spesa, a trovare gente del familion e altri amici.
Comparto un traco con persone che mi fanno stare bene, ho splendidi ricordi di serate passare con una boccia di ron e 3-4 amici a sparare cazzate parlando di massimi sistemi.
Mi diverto anche risolvendo quei piccoli grandi problemi che ci toccano a Cuba, certo io non ci vivo sull'isola e se quei problemi diventassero la quotidianita', invece che una piacevole eccezione, potrei vedere le cose in modo differente.
Mi piace e mi diverte incrociare lo sguardo di una bella cubana, non una qualunque o la prima che mi guarda, parlo di una per cui meriti salire su un aereo e fare migliaia di km.
Mi piace portarla in qualche localino, in un pomeriggio assolato a chiacchierare, mi diverto a sentire le solite palle che racconta con quell'ingenuita' come se davanti avesse qualcuno appena sbarcato da Marte.
Mi diverte guardare il classico col Boss, lui tifa Barcellona e io Real, si litiga per un ora e mezza, piacevolmente.
Mi diverte andare in giro in scooter, a zonzo, senza un cazzo da fare, mentre su Las Tunas cala un tramonto che rimpiangero' nelle uggiose serate sabaude.
Un tempo mi divertivo a passare le notti in discoteca, oggi ci vado di meno ma le mie giornate sono cosi' intense che, vista l'eta' del dattero, dopo una certa ora...mi cala la palpebra.
Ogni eta' ha i suoi divertimenti, l'importante e' non sprecare il proprio tempo e i propri soldi con persone e in situazioni che non ci meritano.
Voi come, OGGI, vi divertite?

venerdì 16 settembre 2016

IL VIAGGIO DI GIGI


Quiero ver a mi mamà , ya està viejita , estoy segura que se muere y yo no la voy a ver mas.... questo il refrain quotidiano che subivano le mie orecchie da mesi e , preso per sfinimento , mi è toccato il viaggio en la Yuma tanto agognato dalla moglie .

L'unico mio viaggio nelle patria dei Donald ( Reagan , Trump e Duck ) risaliva ai tempi del Carlo Cùdega... giusto 20 anni fa . Grazie al premio per il raggiungimento target di un mio fornitore , fui ad Atlanta in occasione delle Olimpiadi , ma con il tipico programma di viaggio per comitive : 2 gg. a New York , il resto ad Atlanta per le gare sportive , la visita al World of Coca Cola e , tra i pochi ricordi indelebili la visita , mia e di ben pochi altri , alla tomba di Martin Luther King.

Viene così programmata la visita a Carmita , la suegra , attualmente domiciliata a Richmond in Virginia , dal cognato Reynaldo con il successivo spostamento , suocera annessa , in Florida da Jorgito , l'altro cognato.

Il tutto concentrato in soli 10 giorni , tempo massimo concesso dagli impegni di lavoro.

Partenza da Malpensa , scalo tecnico a New York ed arrivo , senza particolari problemi , a destinazione.

Il cognato Reynaldo è stato il primo dei fratelli di mia moglie a “ irse pa' la Yuma “ più di 20 anni fa , grazie al Bombo ( una particolare lotteria per il conseguimento delle visas per gli USA ) . Oggi installa infissi e ventanas mentre a Cuba lavorava ( ...termine improprio , oltre che estremamente esagerato... ) al Banco Central . 

La moglie , anch'essa laureata , ora fa la “ guaguera “ ( guida gli autobus-scuola ) , oltre a limpiar pisos in diverse case.

Vivono tirandosi il culo , con 2 figli studenti ( e per 6 mesi annualmente la suegra ) , in un appartamento di 70 mq. senza fronzoli e lussi in un quartiere quasi completamente abitato da ispanici .

La suocera sta nei mesi estivi con lui e nei mesi invernali con l'altro figlio in Florida , ma non solo per preservar le vecchie ossa dai reumatismi... la vecchia percepisce dagli USA una “ pensione ” di 800 dollari , sanità gratuita e pacchi alimentari di sostentamento provenienti da varie istituzioni benefiche... svelato l'arcano dei 6 mesi lì e 6 mesi là.

Carmita rappresenta un valore aggiunto al quale i figli ( maschi ) non intendono rinunciare e , finalmente mia moglie capisce il vero motivo che ha fatto partire la suocera dall'Italia .

Ora vorrebbe ritornare con la figlia , ma sarà molto difficile che l'amore dei figli ( ...o altro ? ) glielo consenta.

Il tempo non ha concesso molte possibilità ludiche, oltre una gita a Washington prima del trasferimento in Florida .

Aspettavo Miami , sogno di tutti i cubani e non solo , ma mi son ritrovato a Okeechobee , cittadina vicino ad un puzzolente lago , dove vive Jorgito .

Questo altro fratello è arrivato 4 anni fa , con reclamacion familiar , e dopo pochi mesi in Virginia ha deciso che il freddo ( ...e aggiungo io il lavoro duro con Reynaldo ..) non lo entusiasmava e così si è trasferito in Florida .

Lavora come magazziniere al Walmart , la moglie pinta unghie , figlia lavora , a chiamata , in un Mc Donald's .

Vivono in un sotano umido ed interrato con poca luce che a definir taverna si esagera di brutto ma …. parole del cognato “vago” ( termine cubano a sottointendere il fancazzista ) : ora respiro aria di libertà !

Questa chicca è arrivata dopo la solita , maledetta , cena cubana con puerco , yucca , arroz e cerveza ( quest'ultima di sicuro la causa scatenante della massima di Jorgito ) con tutto il parentame cubanfloridense riunito per l'occasione ….sembrava di essere a Lawton ( barrio avanero ) piuttosto che sulle rive di un lago confederato.

Con mia grande soddisfazione abbiamo lasciato Carmita alle sue telenovelas in spagnolo , ai suoi tamales en cazuela ed abbiamo lasciato il familion riuscendo a sfruttare solo gli ultimi 2 giorni di vacanza per noi tre ( io , moglie e figlio piccolo ) .

Avrei voluto , bastardamente , domandar ai cognati se hanno incontrato il paradiso che tanto agognavano quando erano a Cuba , ma quanto ho visto me lo ha impedito....voi lo avreste fatto ?
Ho chiesto a Tio Gigi, appena rientrato, di scrivere un piccolo resoconto del suo viaggio nella “patria della liberta'”, sogno di tutti i cubani.

Ovviamente e' soltanto la millesima conferma che con la liberta', vera o presunta, non si riempiono i piatti ne' si mette insieme il pranzo con la cena.

Il figlio che lavora seriamente de la suegra di Gigi, vive in una piccola casa spartana, con la moglie non si concede quasi nulla, va via di casa, per lavoro, alle 5 del mattino e rientra a tarda sera.

Il tutto per mantenere i figli a scuola, la stessa scuola che Cuba, ai suoi figli, destina gratuitamente.

L'altro lavoricchia saltuariamente pasando trabajo, entrambi si palleggiano la madre piu' per gli 800 dollari di pensione al mese che per altro.

Valeva la pena?

Valeva la pena lasciare la propria patria dove si aveva comunque una casa, dove entrambi i coniugi avevano buoni lavori, dove c'era la possibilita' di arrotondare in vari modi per finire in un luogo dove si frequentano solo ed esclusivamente cubani, si mangia comida cubana, si parla spagnolo e si fanno lavori molto al di sotto delle aspettative?

In Italia gli esempi oramai si sprecano.

Quanti cubani e cubane percentualmente lavorano regolarmente, ce la fanno a mantenersi, aiutano il bilancio famigliare, riescono a mandare qualcosa al familion rimasto in patria facendo allo stesso tempo una vita che consenta, ogni tanto, di togliersi qualche soddisfazione?

Ognuno si gioca la vita come meglio crede...ma se quella gente potesse riavvolgere il nastro....chissa'....

giovedì 15 settembre 2016

MADRI IN FUGA

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La settimana scorsa, un amico del gruppo whatsapp che fa riferimento a questo blog, ha postato la triste storia del 69enne di Ferrara che ha visto l'ex moglie o compagna cubana fuggire, di soppiatto, nella maggiore delle Antille con tanto di figlioletta al seguito.
La storia non e' nuova ne' originale.
Un imprenditore di Moncalieri, prima cintura torinese, proprietario di un noto autoconcessionario e' riuscito a ritrovare la sua figlioletta “rapita” dalla moglie croata.
Dopo due anni di ricerche congiunte della polizia italiana, croata e bosniaca la donna e la bambina sono state scovate.
Per non parlare di uomini marocchini, tunisini, egiziani che tornano in patria con la prole in barba alla madre italiana.
Valli a riprendere quelli...in quei paesi e con quella polizia...
Sono situazioni da tristezza profonda, i figli non dovrebbero mai entrare nelle controversie fra genitori, anche se questo non accade praticamente mai.
La storia del 69enne di Ferrara e' emblematica di un certo modo di fare le cose.
Ovviamente faccio fede su cio' che hanno raccontato gli organi di informazione.
Fra l'italiano e la cubana ballavano 43 anni di differenza, si sono messi insieme quando la fanciulla viaggiava sulle 19 primavere.
Il vostro umile scriba, in materia, non e' in grado di dare lezioni ne' tanto meno indicare modus operandi a nessuno, pero' alcune considerazioni si possono fare.
Sin dai tempi in cui l'uomo girava nudo nelle caverne, il rottamare antichi modelli a favore di nuovi piu' attraenti e' stata ritenuta una cosa naturale.
Parliamoci chiaro, sia a Cuba che in Italia, visto che grazie agli Orishas posso ancora permettermelo, mi piace circondarmi di ragazze e donne piu' giovani.
La dottrina e' semplice, ma il demonio si cela fra le pieghe, sopratutto nella parola “piu' giovani”.
Non ho nulla contro le mie coetanee, alcune sono davvero notevoli, ma non amo troppo i libri su cui sono gia' state scritte troppe parole.
Pero' un conto e' farci un bel giro di giostra, aprire la ruota del pavone (guai a non poterlo piu' fare) andare in giro con una bella donna intercettando le occhiate di invidia degli altri uomini, un'altro, con una ragazza molto piu' giovane, fare progetti o addirittura....figli.
Una delle ragioni che mi ha spinto di nuovo verso....spazi aperti....e' stata proprio una richiesta di....figliazione da parte della cubanita di turno.
A scuola, il bimbo, deve andarlo a prendere il padre....non l'abuelo.
Se ballano 43 anni di differenza un conto e' una vacanza di gozadera a Cuba, un 'altro pianificare una vita in Italia.
Pare che la loro storia fosse gia' ai titoli di coda e che lui, per il mantenimento della creatura, passasse alla madre 300 euro al mese.
Se non si e' a conoscenza delle cose si rischia di fare solo delle congetture, ma la madre come si manteneva? Lavorava? Era in grado di sbarcare il lunario? Con 300 al mese che ci faceva?
Ripeto, da fuori e' facile parlare e fare i soloni.
Ho detto piu' volte che la maggior parte delle cubane attualmente presenti in Italia, con una rendita di 300 euro al mese, A CUBA ci tornerebbe di corsa per non andarsene piu'.
Probabilmente la fanciulla non riusciva piu', da noi, a sfangarla, visto che una stupida non deve essere ha capito perfettamente che noi italiani, a differenza dei loro connazionali, i figli non li abbandoniamo.
E' perfettamente consapevole che, una volta passata la tempesta, si trovera' con ogni probabilita' una $oluzione per un'aiuto mensile da parte dell'italiano a favore della la figlia, aiuto di cui, beneficera' anche lei, questo e' sicuro.
Una domanda a chi di voi ha figli con una coppia mista; e' possibile andarsene in questo modo?
Non ci dovrebbe essere, per poter uscire dal paese con una minore, il consenso di entrambi i genitori?

mercoledì 14 settembre 2016

SPESA

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Da quando, a Cuba, vivo in famiglia ho risolto il problema alimentare nel migliore dei modi.
All'arrivo consegno una dotazione economica alla signora, molto larga per i canoni cubani, la quale, oltre a permettere di mangiare tutti, rappresenta un aiuto al bilancio famigliare, perlomeno per il tempo della mia presenza.
Oltre a questo, quando mi capita di passare di fronte ad un mercato, solitamente, riempio un paio di sacchi di frutta e verdura.
Capisco che il fare la spesa non sia esattamente una priorita' per chi, a Cuba, trascorre 2/3 settimane di meritate vacanze in una casa de renta con tutti i ristoranti a disposizione ma, nel mio attuale percorso cubano, e' parte della normalita'.
Fare la spesa, sopratutto al mercato, e' una consuetudine anche in Italia, non ci dedico molto tempo (che non ho) e non credo di essere un grande esperto, mi limito soltanto a prendere le cose che mi piacciono e che sono funzionali al mio stile di vita.
In un mercato cubano la trampa, dovuta alla vista del culo bianco, e' abbastanza rara, anche perche' sono rari i culi bianchi che fanno la spesa.
I prezzi sono esposti in bella mostra, al limite possono inchiappettarti col peso, visto che usano bilance dell'anno della bomba, ma parliamo di piccole mecaniche.
Solitamente frequento il mercato tunero piu' popolare ma, a detta della moglie del boss, il piu' costoso.
Loro preferiscono il Mambi o ,al limite, la domenica, la feria.
Piu' o meno si trovano sempre le stesse cose; pomodori di 3 prezzi diversi, dai 15 ai 25 pesos la libbra, cool, cipolla e aglio, peperoni piccoli e medi, rape, boniato, “burro”, zucche, cetrioli, a volte melanzane e carote, se e' temporada aguacate.
Le patate vengono, quando ci sono, vendute sottobanco.
Devi andare in un certo banco e dire che vuoi “limoni”....giuro e' tutto vero, non e' un film di 007.
La maggior parte di queste verdure, a questi prezzi, la maggior parte delle famiglie cubane non se le possono permettere, giusto per capirci.
Per quanto riguarda la frutta; fruta bomba, guayaba, platanito, arance spesso verdi, mandarini che sanno di poco, piccole angurie pallide ed insapori, lime, ananas e poco altro.
Se voglio la guanwana per il batido devo trovare qualcuno che ne ha una pianta, azzeccare la temporada....e' piu' facile riuscire a trombare le Bellucci.
La carne non la prendo, ci pensa la signora, francamente non saprei dove mettere le mani, non mi fido ne' dei prezzi ne' della qualita' della stessa.
La mia spesa prosegue con quella specie di mortadella che un'amico riesce a portare fuori dai villaggi di S.Lucia, veramente buona sopratutto se si pensa che l'alternativa e' la Jamonada...
Il queso me lo portano dal campo, o meglio lo porta in casa la suegra che vive nel campo, sopra Colombia, dove ha terre, risaie e bestie.
Nelle tiendas normali compero quasi solo la pasta italiana quando, una volta la settimana cucino io per tutti, il sugo lo porto dal bel paese come, ovviamente, il parmigiano.
In queste occasioni settimanali non mancano mai un paio di buone bottiglie di vino cileno o spagnolo.
A volte mi piace andare da Dona Neli e prendere un po' di dolci o una torta per cena, preferisco quelle alle masse di glucosio grezzo presenti nei key fatti, gli Orishas sanno come, in misteriose case da gente che “si dedica a questo”.
Una sabato, ogni vacanza, facciamo fiesta con cerveza, ron, cibo buono e un pernil.
In questo casi vorrebbero fare tutto loro, ma io insisto sempre per comperare perlomeno il pernil, che poi mandiamo a cuocere in un forno in Buenavista giusto per toglierci anche questo sbattimento.
Lo stesso forno ci cuoce il pesce quando, tornando dalla spiaggia, arrivo col pieno di Omega 3 bastante per vari giorni.
Ragazzi, a Cuba la giornata e' lunga da far passare, mi piace, ogni tanto, dedicarmi alla spesa e a dare una mano al familion, visto che uno parte all'alba e torna al tramonto e le altre si occupano della casa de renta e dei clienti.
In casa restiamo, al risveglio io e i cani.....la miglior compagnia possibile.