martedì 19 marzo 2019

IL VALORE DI 30 DENARI




Ci sono due notizie che, ovviamente, nessuno nel nostro opulento occidente con la sua stampa a gettone pubblicherà mai.
La prima riguarda la sparuta percentuale di medici cubani che hanno deciso di fermarsi in Brasile dopo la fine del programma Mas Medico.
Ricorderete che a seguito delle provocazioni del Bolso il governo cubano decise di ritirare gli oltre 8000 medici presenti in Brasile aprendo una voragine nel servizio sanitario di quel paese, sopratutto in riferimento alle popolazioni piu' deboli che vivono nei meandri piu' lontani ed inesplorati di quel grande paese.
Per cercare di arginare il rientro dei cerusici caraibici il governo brasiliano promise a chi si fosse fermato un lavoro sicuro ed uno stipendio di oltre 3000 dollari al mese.
Secondo l'agenzia di stampa brasiliana EFE la situazione di questi medici e' disperata.
Intanto cominciamo col dire che non possono esercitare le loro professione in Brasile e hanno accettato lo status di “rifugiati” per non perdere la condizione di residenti e ottenere un permesso di lavoro.
Poi dovranno, per poter lavorare, mettersi alla fine di una lunga coda, dato che il concorso che il governo ha lanciato per coprire i posti ha dato priorita' ai medici brasiliani.
Ci sono 800 posti vacanti nelle zone piu' disagiate del paese, i medici cubani dovranno lottare per ottenere questi posti ma per poterlo fare devono accedere al concorso pubblico, possibilita' che si trascina da un mese all'altro.
Quindi ottenere ORA un lavoro per “qualsiasi cosa” diventa la sola opzione praticabile, sperando nel frattempo che si concretizzi una convocazione per gli esami di riabilitazione per irrompere nel mercato del lavoro con le stesse condizioni dei medici brasiliani.
La cattiva notizia e' che dal 2017 non si realizzano esami, con ogni probabilita' dovranno passare anni prima di una nuova convocazione.
Intanto il ministero di Salute Pubblica di Cuba ha confermato la sua disposizione ad accogliere i suoi medici rimasti in Brasile  dopo il termine del programma Mas Medicos.
I MINSAP ha dichiarato che non si sono realizzate le offerte di impiego fatte ai medici cubani che hanno scelto di non ritornare nel paese come ad altri che si sono sposati con cittadini brasiliani.
Ovviamente mentre quasi tutti i medici rientrati nel paese dal Brasile sono gia' stati inviati in nuove missioni, prima fra tutte quella in Messico, questi ultimi, probabilmente, sconteranno il loro...ritardo con un ampio periodo di servizio presso ospedali del paese visto che a forza di mandare fuori medici poi mancano per le esigenze interne.
La seconda notizia e' di questi giorni e riguarda i militari della forza armata bolivariana che hanno deciso di disertare, passando la frontiera con la Colombia.
E' palese come il tentativo di golpe messo in piedi dal Trumpo sia miseramente fallito, tanto che i confederati stanno pensando seriamente di mollare quel burattino autoproclamatosi presidente.
Questi militari che hanno disertato il 23 febbraio, ora si sentono abbandonati da tutti denunciando questa complicata situazione.
“Estamos a la deriva, no tenemo el apojo de nadie, queremo que se apersone Juan Guaido' a darnos la cara” ha detto l'ex sergente Luis Gonzales Hernandez in qualita' di portavoce del gruppo di disertori.
L'Alto Commissariato delle nazioni unite per i rifugiati ha dichiarato; “Deben irse. Salgan en 3 dias. Hai 350 mil pesos y una conchoneta para cada uno”.
Devono smontare il piccolo accampamento nella citta' di frontiera di Cucuta' e andarsene con mezzi propri.
Continua il sergente, “La mayoria de nosotros no tiene familiares en Colombia. Eramos sustento de hogar de nuestra familias en Venezuela y ahora estamos aqui sin generar nada”.
A volte i 30 denari non sono sufficienti, altre volte non arrivano neppure quelli.
Sui medici ricorderete che avevo ampiamente previsto questa situazione, mentre c'era chi si augurava che sempre piu' cerusici optassero per la diserzione.
E' impegnativo avere sempre ragione...

M&S HA AGGIUNTO UNA CASA


 
La Mansión del Centro è un mix di stili coloniali e contemporanei.
La sua terrazza centrale circondata da piante è il posto ideale dove leggere, mangiare, bere o riposarsi.
La casa dispone di quattro camere da letto belle e ampie con aria condizionata e bagno privato.
La qualità del servizio, la tranquillità, l’igiene, la sicurezza e la gentilezza contraddistinguono questa splendida residenza.

La casa si trova all’Havana Vieja, in zona comoda per raggiungere il Malecon, il Vedado, la casa della musica, la fabbrica di sigari e altri luoghi di interesse turistico.
Su richiesta servizi gastronomici, lezioni di ballo, massaggi, noleggio auto e biciclette.
la-mansion-del-centro 

lunedì 18 marzo 2019

NUOVO PERIODO ESPECIAL?




Che a Cuba non sia toccato il miglior turismo al mondo e' cosa nota e arcinota.
Che quel povero paese abbia dovuto e debba sopportare omuncoli che hablano mierda tutto il giorno giustificando la loro continua presenza nel paese col fatto che “tengono familia” e' altra cosa nota.
Se sono cosi' nauseati dal paese che, da anni, con infinita pazienza li ospita, allora carichino su un aereo suegros e compagnia cantante, li portino nel bel paese in modo da porre termine a questa infinita litania di lamentele da sfigati.
Povera Cuba...tutta questa merda che le gira per casa...
Ora salta fuori la faccenda che Cuba starebbe vivendo una sorta di Nuevo Periodo Especial.
Io non ho vissuto quegli anni sull'isola, ci sono arrivato 7/8 anni dopo ma basta parlare con chi c'era, leggere Trilogia Sporca de La Habana di Gutierrez per capire che El Period especial e l'attuale contingenza sono due mondi distanti anni luce.
Nessuno sta' morendo di fame, nessuno pasa hambre; nei negozi magari fai 2 ore di coda ma poi torni a casa col pollo mentre nel 1991 il pollo proprio te lo scordavi, ripeto leggete Gutierrez.
Ma ipotizziamo che stia avvenendo un qualcosa che, anche lontanamente, possa paragonarsi a cio' che accadde in quegli anni.
Non dico i chupamiao o il condom al posto del queso nella pizza, diciamo una situazione di carenza di alimenti tale da poter fare una comparazione fra le due situazioni.
Cuba, e i cubani oggi sarebbero in grado di aguantarla?
Io credo di no.
In verita' non sono io che lo credo ma i cubani stessi, sopratutto le nuove generazioni.
Nel 1991 c'erano i vecchi fidelisti, c'era Fidel che garantiva una continuita' ed una fedelta' a determinati ideali che sarebbe sopravvissuta a chi quegli ideali li aveva divulgati nel mondo.
Quando quella merda di Gorbaciov venne in visita a La Habana proponendo a Fidel la sua ricetta per cambiare le cose, el Comandante en Jefe lo mando por la pinga.
Quindi Fidel, avendo intuito che L''Urss, con un simile idiota alla guida, sarebbe presto collassata avviso' in diretta televisiva la popolazione che stavano per arrivare tempi durissimi.
Chiamo' tutto il popolo a mettere i carri in cerchio e a resistere a qualunque costo.
Cosi' accadde.
Ricordo i merdaioli di allora, immaginavano che col crollo del blocco Socialista il paese sarebbe collassato, sono collassati loro mentre Cuba e' ancora al suo posto.
Pero' oggi le cose sono differenti.
I giovani sono molto meno politicizzati, la rete ha portato un diverso modo di vivere avvicinando le distanze fra loro ed il resto del mondo.
Oggi i ragazzi cubani vogliono le stesse cose dei ragazzi italiani; un lavoro che consenta loro di vivere, una buona casa, bei vestiti, un cellulare fiammante e via discorrendo.
Sul fatto che per ottenere tutto cio’ tocchi farsi il culo, sia i giovani cubani che i giovani italiani ancora hanno momenti di….amnesia.
La gente oggi a Cuba parla, non se caja la boca come un tempo, solo pochi reduci di un mondo che non c'e' piu' pensano che la gente abbia votato Si al referendum costituzionale per paura.
Un periodo especial oggi il cubano semplicemente non lo aguanterebbe, sono cambiati i tempi, e' cambiato il mondo, non c'e' piu' un Comandante en Jefe ma un Presidente, il cubano viaggia come vuole (o meglio come gli altri paesi, non Cuba, consentono), le notizie viaggiano veloci, sia quelle vere che le infinite fake messe in rete dalla gusaneria.
Per questa ragione tutto risulta essere piu' complicato per chi governa; poche settimane dopo il tornado il governo stava gia' consegnato le case nuove mentre la gusaneria metteva in giro fake con la notizia che gli aiuti che venivano dall'exteriror erano bloccati dalla policia.
Non ci sara' nessun periodo especial, magari qualche difficolta' questo si ma Cuba, ha aguantato momenti ben peggiori.

venerdì 15 marzo 2019

MEDIO AMBIENTE



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RIFLESSIONE DEL COMANDANTE EN JEFE
 
Martedì 13 Luglio, durante la mia riunione con gli economisti del CIEM, ho parlato con loro dell'eccellente documentario del regista francese Yann Arthus-Bertrand, a cui hanno partecipato le più illustri ed informate personalità internazionali. Tratta dell'altro terribile pericolo per la specie umana che sta accadendo davanti ai nostri occhi: la distruzione dell'ecosistema.  Il documentario afferma in modo chiaro e lapidario:  
"Nella grande avventura della vita sulla Terra, ogni specie deve giocare un ruolo, ogni specie ha il suo posto.  Nessuna è inutile o dannosa, tutte si bilanciano.  E lì è dove tu, homo sapiens, essere umano intelligente, entri nella storia.  Ti benefici di una favolosa eredità di 4.000 milioni di anni, fornita dalla Terra.  Hai solamente 200.000 anni, ma hai già cambiato il volto del mondo."  
"L'invenzione dell'agricoltura ha cambiato la nostra storia.  È stato meno di 10.000 anni fa."   
"L'agricoltura fu la nostra prima grande rivoluzione.  Derivò dalle prime eccedenze e permise la nascita di città e civiltà.  I ricordi di migliaia di anni alla ricerca di cibo, svanirono.  Avendo fatto del grano il sale della vita, moltiplicammo il numero delle varietà ed imparammo ad adattarli ai nostri suoli ed ai nostri climi.  Siamo come tutte le specie della Terra.  La nostra principale preoccupazione giornaliera è quella d'alimentarci.  Quando il suolo è meno generoso e l'acqua diventa scarsa, siamo capaci di fare sforzi prodigiosi per estrarre dalla terra il sufficiente per continuare a vivere."  
"La metà dell'umanità coltiva la terra, oltre tre quarti con le mani.” 
"L'Energia pura. L'energia del sole, catturata per milioni d'anni da milioni di piante, oltre 100 milioni d'anni fa.  È il carbone.  È il gas.  Però è soprattutto il petrolio." 
"Negli ultimi 60 anni, la popolazione della Terra si è quasi triplicata.  Oltre 2.000 milioni di persone si sono trasferite nelle città."   
"New York.  La prima megalopoli del mondo è il simbolo dello sfruttamento dell'energia che la Terra fornisce all'ingegno umano.  La manodopera di milioni di immigranti, l'energia del carbone, l'indispensabile potere del petrolio.  Gli Stati Uniti furono i primi a cavalcare il fenomenale, rivoluzionario potere dell' "oro nero". Nei campi, le macchine rimpiazzarono gli uomini.  Un litro di petrolio genera così tanta energia quanto 100 paia di mani in 24 ore." 
"Producono grano a sufficienza per nutrire 2.000 milioni di persone.  Però gran parte di  quel grano non è usato per nutrire la gente.  Qui, come in altre nazioni industrializzate, è trasformato in cibo per il bestiame oppure in biocombustibile." 
"A perdita d'occhio, fertilizzante sotto, plastica sopra.  Le serre di Almeria, in Spagna, sono l'orto d'Europa.  Una città di vegetali di volume uniforme aspetta ogni giorno che centinaia di camion li portino ai supermercati del continente.  Quanto più sviluppato è un paese, più carne consumano i suoi abitanti.  Come si può soddisfare la domanda mondiale senza ricorrere a fattorie di bestiame stile campo di concentramento?  Sempre più veloce.  Come il ciclo di vita del bestiame, che forse non ha  mai visto un pascolo." 
"In questi lotti, pieni di milioni di capi di bestiame, non cresce un filo d'erba.  Una flotta di camion da ogni angolo del paese portano tonnellate di grano, derivati della soia e proteine che si trasformeranno in tonnellate di carne.  Il risultato è che sono necessari 100 litri d'acqua per produrre un chilogrammo di patate, 4.000 litri per un chilo di riso e 13.000 litri per un chilo di carne di manzo.  Senza citare il petrolio bruciato nel processo di produzione e nel trasporto." 
"Sappiamo che la fine del petrolio a buon prezzo è imminente, ma ci rifiutiamo di crederlo." 
"Los Angeles.  In questa città, che s'estende per oltre 100 chilometri, il numero d'automobili è quasi lo stesso di quello degli abitanti." 
"Il giorno non sembra altro che il pallido riflesso delle notti che trasformano la città in un cielo stellato." 
"Dappertutto macchine che scavano, estraggono e strappano dalla terra i pezzi di stelle sepolte nelle profondità dai tempi della creazione.... Minerali." 
"…l'80 %o di questa ricchezza mineraria è consumato dal 20 % della popolazione mondiale.  Prima della fine di questo secolo, l'eccessivo sfruttamento minerario avrà esaurito quasi tutte le riserve del pianeta." 
"Dal 1950, il volume del commercio internazionale si è moltiplicato di venti volte; il 90 % del commercio è via mare. Ogni anno vengono trasportati cinquecento milioni di container, inviati ai maggiori centri di consumo…" 
"Dal 1950, la pesca è quintuplicata, da 18 a 100 milioni di tonnellate metriche all'anno.  Migliaia di navi-fabbrica stanno svuotando gli oceani.  Tre quarti delle zone di pesca sono esaurite, svuotate, o in pericolo d'esserlo."  
"Cinquecento milioni d'esseri umani vivono nelle terre desertiche del mondo, più di tutta la popolazione d'Europa messa insieme."  
"Israele ha trasformato il deserto in terra coltivabile.  Anche se adesso queste fattorie sono irrigate goccia a goccia, il consumo d'acqua continua ad aumentare insieme alle esportazioni." 
"Quello che un tempo fu il potente fiume Giordano, ora è solo un ruscello; la sua acqua è volata nei supermercati di tutto il mondo nelle casse piene di frutta e vegetali." 
"L'India corre il rischio di diventare il paese che più di tutti soffrirà la mancanza d'acqua nel prossimo secolo.  La massiccia irrigazione ha alimentato la sua popolazione in crescita e negli ultimi 50 anni sono stati scavati 21 milioni di pozzi."  
"Las Vegas è stata costruita nel deserto. Vi vivono milioni di persone.  Altre migliaia ne arrivano ogni mese.  I suoi abitanti sono tra i più grandi consumatori d'acqua del mondo." 
"Palm Springs è un'altra città del deserto con una vegetazione tropicale e lussuosi campi da golf.  Quanto tempo ancora potrà continuare questo miraggio?  La Terra non può sopportarlo." 
"Il fiume Colorado, che porta acqua a queste città, è uno di quei fiumi che ormai non arrivano più al mare."  
"La scarsità d' acqua potrebbe colpire 2.000 milioni di persone prima del 2025". 
"Tutta la materia viva è collegata:  acqua, aria, terra, alberi." 
"I boschi primitivi forniscono un habitat per tre quarti della biodiversità del pianeta, ossia, di tutta la vita sulla Terra."  
"… in soli 40 anni, il bosco pluviale  più grande del mondo, l'Amazzonia, è stato ridotto di un 20 % e sono stati creati ranch per il bestiame e fattorie per la coltivazione della soia; il 95 % di questa soia è usata per alimentare il bestiame e gli animali da cortile in Europa ed in Asia.  Così un bosco è trasformato in carne." 
"Oltre 2.000 milioni di persone, quasi un terzo della popolazione mondiale, dipende  ancora dal carbone.  Ad Haiti, uno dei paesi più poveri del mondo, il carbone è uno dei principali beni di consumo della popolazione."  
"Sulle colline di Haiti, rimane solamente il 2 % dei boschi"…  
"Ogni settimana, oltre un milione di persone aumenta la popolazione delle città del mondo.  Un essere umano su sei vive adesso in un ambiente precario, insalubre e sovrappopolato, senza accesso ai bisogni quotidiani,  come acqua, drenaggio, elettricità.  La fame si sta diffondendo un'altra volta.  Colpisce quasi 1.000 milioni di persone.  In tutto il pianeta, i poveri lottano per sopravvivere, mentre continuiamo a scavare per risorse senza cui ormai non possiamo vivere."  
"Le nostre attività liberano quantità gigantesche di anidride carbonica.  Senza renderci conto, molecola, dopo molecola, abbiamo pregiudicato il bilancio climatico della terra." 
"La coltre di ghiaccio dell'Artico si sta sciogliendo per l'effetto del riscaldamento globale;  in 40 anni ha perso il 40 % del suo spessore.  La sua superficie in estate si restringe anno dopo anno.  Potrebbe scomparire nell'estate del 2030.  Alcuni dicono del 2015". 
"Entro il 2050 un quarto delle specie terrestri potrebbe essere minacciato dall'estinzione." 
"… siccome la Groenlandia si sta rapidamente riscaldando, l'acqua dolce di tutto un continente fluisce verso l'acqua salata degli oceani."  
"Il ghiaccio della Groenlandia trattiene il 20 % di tutta l'acqua dolce del pianeta, se si scioglie, il livello del mare salirà di circa sette metri.  L'atmosfera del nostro pianeta è un tutto indivisibile. È un bene che tutti condividiamo."  
"Nel paesaggio della Groenlandia stanno apparendo dei laghi.  La coltre di ghiaccio si sta sciogliendo ad una velocità che 10 anni fa nemmeno gli scienziati più pessimisti avrebbero previsto. Questi fiumi alimentati dai ghiacciai si stanno sempre di più unendo ed emergono in superficie.  Si credeva che l'acqua si sarebbe congelata nelle profondità ghiacciate.  Al contrario, fluisce sotto il ghiaccio, portando la coltre di ghiaccio verso il mare, dove si rompe e si trasforma in iceberg." 
"Il riscaldamento dell'acqua ha causato, solamente nel XX secolo, un innalzamento di 20 centimetri.  Tutto diventa instabile.  Gli scogli di corallo sono estremamente sensibili al benché minimo cambiamento della temperatura dell'acqua; il 30 % è scomparso.  Sono un anello essenziale nella catena naturale."  
"Se il livello del mare continua a salire sempre più velocemente, che cosa faranno le grandi città, come Tokyo, la più popolata del mondo?" 
"… in Siberia, ed in molte parti del mondo, fa così tanto freddo che il suolo è costantemente congelato. Si chiama permafrost.  Sotto questa superficie riposa una bomba climatica a tempo:  il metano, un gas effetto serra venti volte più potente dell'anidride carbonica.  Se il permafrost si scioglie, la fuoruscita di metano potrebbe causare che l'effetto serra diventi fuori controllo con conseguenze che nessuno può immaginare."  
"Il venti per cento della popolazione del mondo consuma il 80 % delle sue risorse." 
"Il mondo investe in spese militari dodici volte di più che in aiuti ai paesi in via di sviluppo." 
"Cinquemila persone muoiono ogni giorno poiché bevono acqua inquinata, 1.000 milioni di persone non hanno accesso all'acqua potabile." 
"Circa mille milioni soffrono la fame." 
"Più del 50 % del grano commerciato nel mondo è usato come alimento animale o biocombustibile." 
"Le specie stanno morendo mille volte più velocemente del ritmo naturale." 
"Tre quarti delle zone di pesca sono esaurite, ridotte o in pericolosa diminuzione." 
"La temperatura media negli ultimi 15 anni è stata la più alta mai registrata."  
"La coltre di ghiaccio è 40 % più sottile di 40 anni fa." 
Negli ultimi minuti del documentario, il regista Yann Arthus-Bertrand ammorbidisce il linguaggio per elogiare alcuni fatti positivi dei paesi che, senza voler offendere o ferire, ha dovuto menzionare. 
Le sue parole finali sono state: 
"È tempo di stare tutti insieme.  Ciò che è importante non è quello che se n'è andato, bensì quello che rimane. Possediamo ancora la metà dei boschi del mondo, migliaia di fiumi, laghi e ghiacciai e migliaia di specie. 
Sappiamo oggi che le soluzioni sono qui.  Tutti abbiamo il potere per cambiare.  Allora, che cosa stiamo aspettando? 
Dipende da noi scrivere la prossima pagina. Insieme." 
Il tema che ha occupato la maggior parte dei miei sforzi: l'imminente pericolo di una guerra che sarebbe l'ultima della preistoria della nostra specie, a cui, dal 1º  giugno, ho dedicato nove Riflessioni, costituisce un problema che s’aggrava di giorno in giorno. 
Come è logico, il 99,9 % delle persone annida la speranza che prevalga un elementare buonsenso. 
Sfortunatamente, per tutti gli elementi della realtà che percepisco, ormai non  vedo la benché minima possibilità che sia così. 
Perciò penso che sarebbe molto più pratico che i nostri popoli si preparino ad affrontare questa realtà. In questo consisterà la nostra unica speranza. 
Gli iraniani hanno fatto proprio quello, come abbiamo fatto noi nell'ottobre del 1962, quando optammo per scomparire piuttosto che piegare le nostre bandiere. 
Ieri come oggi fu per i disegni del caso, non per i meriti dell'intelligenza o della storia individuale di uno qualsiasi di noi. 
Le notizie che arrivano ogni giorno dall'Iran non si allontanano un millimetro dalla posizione indicata per sostenere i loro giusti diritti alla pace ed allo sviluppo, con un elemento nuovo: sono già riusciti a produrre 20 chilogrammi d'uranio arricchito al 20 %, sufficiente per costruire un ordigno nucleare, cosa che fa ancora di più impazzire coloro che hanno adottato da tempo la decisione d’attaccarli. L'ho analizzato venerdì 16 con i nostri ambasciatori. 
Nemmeno Obama potrebbe cambiarla, né ha mostrato in alcuna occasione la decisione di farlo.  
Questo scritto e’ una riflessione del Comandante en Jefe del 2010.
Aveva lasciato il potere da pochi anni, si stava riprendendo ed intanto lasciava ai posteri le sue riflessioni.
In questi giorni e’ tornato di attualita’ il problema di cosa fare del nostro pianeta, problema che, non a caso, e’ sentito maggiormente dalle nuove generazioni.
Il fatto e’ che i potenti della terra sono tutti vecchi o lo stanno per diventare, di conseguenza sentono di meno la necessita’ di fare qualcosa per salvaguardare il solo luogo, come disse JFK, che ci e’ stato dato per vivere.
I grandi paesi industrializzati se ne fottono delle emissioni, della pesca selvaggia, dello sfruttamento del sottosuolo, della distruzione dell'ecosistema, delle foreste che scompaiono e con loro le centinaia di specie di animali che hanno perso il loro habitat naturale.
Noi bene o male, per quel che ci resta da vivere l’abbiamo sfangata ma quale pianeta tramandiamo alle future generazioni?
Nessuno rinuncia ad un centesimo di profitto, a prescindere dai danni che si creano per generarlo questo profitto, questa nuova generazione di governanti sono legati alle lobby piu’ spietate che mai siano esistite.
Il clima e’ impazzito, ogni giorno siamo testimoni di cataclismi climatici a cui non eravamo abituati
Cuba e’ un piccolo paese che fa quello che puo’, un paese che cerca di preservare le proprie bellezze in mezzo a mille problemi economici e a una natura che troppo spesso fa pagare il suo prezzo salato.
Fidel, ancora una volta, aveva visto lungo. 

mercoledì 13 marzo 2019

SCOOTER ELETTRICI




Chi segue il blog sa che, da molti anni, ad ogni vacanza rento uno scooter dal mio buon amico Alberto.
I primi anni affittavo un'auto ma poi mi sono reso conto che, al final, erano denari sprecati e ho ripiegato sulle due ruote.
Per anni la sola disponibilita' presente e' stata quella di scooter a benzina 50cc che facevano quello che potevano.
Da qualche anno siamo passati ai 125cc, ed e' decisamente un altro viaggiare.
L'alternativa a questo tipo di spesa e' sempre stata rappresentata dall'acquisto di uno scooter elettrico.
Lasciamo perdere la solita menata della RP, dell'intestazione e le altre cose che riempiono la vita ai rosiconi, a quelli che vorrebbero ma non possono.
Pero', sempre chi segue il blog, sa che ho sempre rifiutato questa ipotesi perche', fino a poco tempo fa, gli scooter elettrici facevano decisamente cagare.
Ricorderete i primi apparsi sull'isola, piccolini, sembrava di essere seduti per terra, gomme piccole e strette, velocita' irrisoria ed autonomia molto limitata.
C'era il rischio di non riuscire a fare neanche 30 km.
Solo gli idioti non cambiano mai idea, in realta' non e' la mia idea che e' cambiata, sono cambiati gli scooter elettrici.
Sopratutto negli ultimi anni quei poveri trabiccoli si sono trasformati in fiammanti motocicli, addirittura oggi circolano moto elettriche che, almeno dal punto di vista estetico non hanno nulla da invidiare alle loro sorelle a benzina.
Certo l'ottimale sarebbe uno scooter a benzina ma, almeno a Tunas non possono circolare, sono convinto che quando sara' possibile degli scooter usati che da noi ti tirano dietro a 500 euro laggiu' saranno venduti a 7/8000 cuc, visto come funzionano le cose da questo punto di vista a Cuba.
Quindi si, vi confesso che sto' seriamente pensando di acquistare uno scooter elettrico, come hanno gia' fatto molti amici e connazionali che vivono o trascorrono lunghi periodi nell'isola.
Non so, ad oggi, cosa mi riservera' il futuro ma non e' da escludere che avro' la possibilita' di trascorrere a Cuba periodi piu' lunghi, a quel punto con 4/5 vacanze mi saro' pagato lo scooter non affittandolo piu'.
Fino a quando mi passo i 15 giorni vale la pena continuare a rentarlo visto che il costo e' di 12/13 cuc al giorno (a me...) ma se dovessi, per dire, trascorrere un paio di mesi o 3, un paio di volte all'anno allora il gioco varrebbe la candela.
Mi sono informato per fare arrivare da Panama, da un tizio che conosciamo in famiglia, un 49cc con batterie al litio.
A La Habana si trovano a circa 2000 cuc, a Tunas ti chiedono anche 2800/3000 cuc, alla fine e' importante conoscere la persona giusta che lo importa.
Questo sopratutto quando, vedrete che non manchera' molto, lo stato decidera' di immatricolare tutti questi ciclomotori, a quel punto sara' importante sapere chi te lo ha venduto e come e' entrato nel paese.
Ho anche dato un occhiata a quelli che si vendono in Italia ma fra costo e spedizione, le cifre piu' o meno sono quelle, senza contare lo sbattimento.
Parliamo di scooter che ti fanno tranquillamente gli 80km/h e che hanno batterie che tengono ben al di sopra dei 100 km.
Alla fine lo scooter lo uso in citta', sono finiti i tempi in cui mi facevo venire il culo piatto per andarci al mare, durante l'ultima vacanza ci sono andato, al mare, un paio di volte...in auto.
Oggi sono davvero belli, cromati, colorati e vedo che filano anche abbastanza, la sola controindicazione e' che non hanno alcuna forma de seguro ma d'altronde non esiste neanche in quelli a benzina che affitto solitamente, solo 30 cuc di cauzione che, se tutto va bene, mi vengono restituiti alla fine della vacanza quando riconsegno il mezzo.
Diciamo che e' nei piani l'acquisto di uno di questi scooter, non subito, probabilmente in autunno ma dipende anche dal come si mettono le cose da noi, di quanti giorni potro' disporre e delle occasioni d'acquisto che mi si presenteranno.
Scooter elettrico...chi l'avrebbe mai detto...