mercoledì 18 luglio 2018

I 3 MITI



Doveva essere il post di domani ma, di buon ora, si parte per la Liguria quindi...si anticipa.

Ci sono 3 miti che ho potuto verificare nei miei lunghi 18 anni di frequentazione dell'altro lato del bloqueo.
Miti che non si attenuano neanche quando gli/le interessati/e emigrano da questa parte del bloqueo.

TUTTI I CUBANI/E SONO DELL'AVANA
Questo mito l'ho potuto verificare sopratutto fra le cubane che vivono da noi, il perche' e piuttosto semplice; manca in modo assoluto la possibilita' di verifica.
Se siamo a Cuba e la tipa vive a Guantanamo e' difficile che possa raccontarti che e' de La Habana, ma se siamo nel bel paese occorre crederle sulla parola.
Tutte le cubane presenti nel nostro paese, o quasi, a domanda specifica risponderanno sempre che “Soy de La Habana”
Non solo, perche' non parliamo di Boyero, Regla o di qualche barrio periferico.
Sono tutte di Centro Avana.
Ora, mi chiedo, ma quanti cazzo di abitanti ha Centro Avana?
Danno il passaporto unicamente alle cubane che vivono un quei pochi isolati, negandolo a tutte le altre?
Mai sentito una cubana all'exterior affermare di essere di Moa, di adorare i campi da tennis in terra rossa per dimostrare nostalgia di casa.
Rarissime sono, sempre a detta loro, le cubane di Santiago, Camaguey, Holguin, Las Tunas....tutte sono di Centro Havana.
Ovviamente trattasi di cazzata, in realta' la maggior parte arrivano dall'ultimo campo ai piedi dell'ultimo monte e non c'e nulla di male...solo che fa “figo” dire di essere metropolitane per dimostrare di...saperla lunga.

TUTTE LE CUBANE SONO STATE BALLERINE
Questo mito lo si puo' riscontrare sia nelle cubane uscite dal paese che in quelle che, invece, ancora vivono nella maggiore delle Antille.
Tutte quelle che agitano con un minimo di decenza il culo sono state ballerine.
Ballerine di fila, di cabaret, di corpo di ballo, di folklorico, religiose, ballerine di santeria, ballerine di timba francesa ecc, ecc.
Tutte hanno sfilato sul carro durante il carnevale nella loro citta', tutte avevano una luminosa carriera davanti interrottasi perche...”la situacion, tu sabe”.
Ho convissuto un anno in Italia con una ballerina cubana, una vera ballerina cubana, del corpo di ballo di Las Tunas.
Non e' un qualcosa che possa garantire lavoro fuori da Cuba, intanto perche' anche da noi ci sono ballerine di latino bravissime e poi perche' un conto e' saper ballare, tutto un'altro e' insegnare in una scuola di ballo nostrana.
Ci vuole tempo, pazienza, esperienza, metodo e qualcuno che, come sempre, paghi la cuenta.

TUTTI I CUBANI HANNO UN PARENTE CHE E' STATO NELLA SCORTA PERSONALE DI FIDEL O RAUL
Ne aveva parlato anche Zarlatti in un suo pezzo.
Tutti hanno un parente che e' stata la guardia del corpo di fiducia del Comandante en jefe, del fratello ed ora, sicuramente, di Diaz-Canel.
Ma quante cazzo di guardie del corpo hanno avuto questi?
Mi ricorda Crozza/Feltri quando parla del 25 aprile che fa dire al suo personaggio “quanti cazzo di voi hanno avuto un nonno partigiano e quanti milioni di nonni partigiani c'erano in giro per l'Italia in quegli anni complicati?”

Ovviamente non vivono tutti/e in centro Avana, non sono state tutte ballerine e non hanno tutti parenti che sono stati o sono nella guardia personale del leader in carica.
Si tratta, ancora una volta, di piccoli tentativi di especular, tentativi innocenti e che fanno sorridere ma che, in fondo, non fanno male a nessuno.
Un po' come noi italiani che raccontiamo a Cuba di essere tutti direttori di banca, ricordo anni fa una fanciulla, stupita davanti al mio affermare che...faccio altro nella vita, chiedermi quante banche ci fossero in Italia visto che in giro c'erano cosi' tanti e qualificati direttori.

martedì 17 luglio 2018

UNA FESTA LUNGA UN MESE


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Non posso esimermi dal fare un pezzo sui mondiali di calcio che si sono appena conclusi, trattasi di fatto di costume, non soltanto meramente sportivo.
Era dal 1982 che non riuscivo a vedere un mondiale da casa o comunque dal luogo dove vivo, per 36 anni (8 mondiali) ho dovuto arrangiarmi a vedere quello che riuscivo buttato in qualche villaggio turistico in giro per il mondo o in un campeggio del bel paese.
Ho guardato la finale con algido distacco, contrariamente alla maggior parte degli italiani non nutro sentimenti antifrancesi, anche se Macron mi sta sugli zibidei.
Vivo a mezzora dal confine che attraverso, per diverse ragioni, almeno una decina di volte l'anno, parlicchio la lingua, tutto sommato i francesi non sono poi cosi' diversi dai valsusini.
Essendo filoserbo e filorusso non ho molta simpatia per i croati che pero', sopratutto a centrocampo erano davvero belli da vedere.
Alla fine ha vinto la Francia, credo sia giusto cosi', la rosa con piu' talento, come scrissi ad inizio rassegna iridata, era la loro.
Vince la Francia colorata e multietnica, alla faccia dei 4 razzisti di merda che ci ritroviamo in questa autentica barzelletta di governo.
E' stato un mese di festa continua, la Russia come paese e il suo Presidente escono stravittoriosi da questa non facile prova.
Stadi bellissimi, organizzazione perfetta e nessun tipo di incidente.
Eppure c'erano hooligans inglesi, serbi, croati, russi e di altri paesi, malgrado cio' non e' stato rovesciato a terra un bicchiere.
Il merito va intanto all'organizzazione come ho gia' detto, ma sicuramente anche alla polizia, ai reparti antiterrorismo (le minacce non sono certo mancate), ma direi anche al fiero popolo russo che ha fatto di tutto perche' questa manifestazione fosse davvero una festa.
Poi certo...il fatto di sapere che se ti pinzavano a far casino finivi in una prigione russa, con la tua ambasciata che avrebbe potuto fare meno di niente, una prigione di un paese dove se sgarri la paghi tutta e' stato un bel deterrente.
Anche la prospettiva di un viaggio premio in qualche centro di detenzione di antica memoria, situato fra i ghiacci della Siberia profonda...ha fatto la sua parte.
Fai il coglione se sai che la scampi, se invece...buttano via la chiave allora prima di fare il pirla ci pensi 10 volte.
Bei mondiali, forse resi ancora piu' belli ai nostri occhi dal fatto che eravamo assenti.
Nelle due ultime edizioni siamo usciti vergognosamente subito, quando questo succede e' inevitabile che l'interesse cali, coi miei Villans abbiamo visto un paio di partite davanti ad abbondanti libagioni, la tradizione e' stata rispettata.
La televisione cubana ha trasmesso buona parte degli incontri, come ben sappiamo il calcio a Cuba e' in fase di enorme sviluppo, l'interesse per questo sport sta' superando quello per la pelota, sopratutto fra le nuove generazioni.
L'anziano giocatore portoghese e Messi sono i due idoli che dividono la gente, di conseguenza molto del tifo e' andato per il Portogallo e l'Argentina.
Quando Cuba iniziera' ad esprimere calciatori di livello l'interesse per il calcio crescera' ancora, per il momento si devono limitare a guardare i campionati europei che trasmette Cuba Rebelde, il canale dello sport a Cuba.
Comunque nello stadio piccolo della pelota ed in altri spazi verdi di Tunas sono sempre piu' i ragazzi che corrono dietro ad un pallone con addosso le maglie, avute chissa' come, dei loro idoli calcistici.
Il Boss di casa, quando non lavora, non si perde una partita di nessun campionato, ora poi con 3 televisori al plasma distribuiti fra le due case, invece dei vecchi Panda, il piacere di vederle sara' stato ancora maggiore.
Gia' mi ha preso per il culo ad aprile per il fatto che S-Ventura ci aveva tenuti a casa, chissa' ora che la seconda squadra di Torino ha acquistato l'anziano giocatore portoghese...mi aspettano serate di simpatica pelea.
I prossimi mondiali si svolgeranno, assurdamente, in Qatar a dicembre 2022, per rivedere dei mondiali estivi tocchera' aspettare il 2026, sempre se gli Orishan decidano di mantenere l'umile scriba e tutti voi in questa valle di lacrime. SGRAT.

domenica 15 luglio 2018

SI INVECCHIA


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Cuba ha transitado desde un 11,3 % de personas de 60 años y más, en 1985 hasta un 20,1 % al cierre del 2017. Hoy la esperanza de vida al nacer es de 78, 45 años.
Para el director del Centro de Estudios de Población y Desarrollo de la Oficina Nacional de Estadísticas e Información (ONEI), Juan Carlos Alfonso Fraga, la Mayor Isla del Caribe es un país de baja natalidad, fecundidad y de muy baja mortalidad, también tiene saldos migratorios externos, indicador que influye negativamente en la pérdida de población.
El experto asegura que en cuatro décadas, el país no tiene remplazo poblacional, la fecundidad, está por debajo del nivel de sustitución, es decir una mujer, no deja una niña que la sustituya, en su función reproductiva.
Actualmente, el 20,1 % de la población cubana esta envejecida, o sea, tiene 60 años y más y los pronósticos indican que para el 2030 alcance el 30 %. Un tercio de la población.
El envejecimiento poblacional en la nación es un triunfo de la vida sobre la muerte, los cubanos vivimos más, y nacemos menos, en estos momentos la esperanza de vida al nacimiento se acerca a los 78,45.
Estos indicadores se tienen presentes en la Mayor de las Antillas para trazar las políticas de la Seguridad y la Asistencia Social, hoy las mujeres alcanzan el 80,45 y en hombres 76,5.
El subdirector del Centro de Estudios de Población y Desarrollo de la ONEI, Enrique González Galbán, destacó que las provincias más envejecidas del país son Villa Clara con 23,4 %, le sigue La Habana con un 21, 3 % y Sancti Spíritus con 21,2. Otros grupos de territorios que están por encima del 20 % son los valores más elevado del país, hacia el occidente en general el envejecimiento es más alto, excepto en la provincia de Artemisa.
Los 10 municipios más envejecidos del país son Plaza de la Revolución con un 27, 6 % de población con 60 años y más, le siguen Placetas con 25,2 Unión de Reyes, Remedios, Encrucijada, Quemado de Guines, Camajuaní, Fomento y Florencia, como se puede apreciar de los 10 territorios más envejecidos del país, seis se encuentran en la provincias de Villa Clara.
La popolazione cubana, allineandosi con cio' che accade nell'opulento occidente, invecchia con sempre maggiore rapidita'. 
Se da un lato il fatto che si viva piu' a lungo e' una cosa positiva dall'altro, ai vari stati sovrani, provoca tutta una serie di problemi. 
In Italia abbiamo circa 800 mila persone che percepiscono la pensione da ben 39 anni, assurdo. 
L'invecchiamento della popolazione ha fatto si che lo stato, sempre piu' indebitato e in modo arbitrario, abbia spostato sempre piu' in la' il paletto dell'agognata pensione, in modo da ridurre il piu' possibile il tempo che trascorrera' fra il primo bonifico e il lavoro del marmista sulla lapide. 
C'e' poi il discorso rigurardante il fatto che per ogni 10 persone che terminano il loro percorso lavorativo solo un paio entrano, per la prima volta, nello stesso percorso. 
Questo mettera' fortemente in dubbio la possibilita' da parte dello stato di elargire le cifre attuali, come la Grecia insegna.  Un secolo fa, la vita media si aggirava poco sopra i 50 anni, quasi sempre una vita da bestia, poco accesso a farmaci e dottori, alimentazione inadeguata e fisico debilitato al primo accenno di virus. 
Oggi con le medicine attuali disponibili per tutti, i medici, le nuove frontiere delle ricerche, la buona alimentazione, lavori meno invasivi, una vita tutto sommato piu' comoda, l'eta' media di vita oramai e' intorno agli 80 anni. 
Che poi sia davvero tutto questo bel vivere e' un'altro discorso che pero' c'entra poco con l'argomento di giornata. 
Oggi l'anziano ti racconta che mangia la minestrina...magari quando e' a casa, ma nei villaggi turistici li vedi intingere la trippa fritta nell'olio d'oliva calabrese col peperoncino. 
Se lo faccio io sto male 3 giorni. 
Con la pillolina blu poi...si e' riaperto tutto un mondo che si riteneva chuso per sempre.
A Cuba l'eta' media e' salita in modo esponenziale per merito della sanita' che, pur non essendo a livello di quelle piu' evolute, garantisce a tutta la popolazione almeno il minimo sindacale. Anche da loro, e' innegabile, il livello della vita e' salito di parecchio in questi ultimi anni, si mangia meglio, un'alimentazione un po' piu' variata rispetto al passato ha aiutato la gente a campare piu' a lungo. 
Non e' un caso che Raul abbia portato l'eta' pensionistica a 65 anni per gli uomini e 60 per le donne. 
Mettiamoci poi, questo vale anche per noi italiani, che la crisi economica (ma anche una minore voglia di impegnarsi in qualcosa di serio) ha un po' limitato le voglie di maternita', di conseguenza nascono sempre meno bambini e questo scompensa il dato riguradante l'eta' media della popolazione. Sull'isola sono in aumento le case de l'abuelo sia statali che, da un po' di tempo, private con tanto di licenza regolare e personale specializzato. 
Personalmente non ho in programma di vivere in eterno, anche perche' non e' cosa che dipenda solo da me. 
Se arrivo, bene, ai 70 anni mi posso ritenere soddisfatto, ma ci devo arrivare bene ed in salute, altrimenti non vale la pena. Non voglio arrivare ad essere un 80/90 enne che si piscia addosso e deve dipendere dagli altri, meglio andarsene prima, quando si e' fatto tutto quello che c'era da fare.

venerdì 13 luglio 2018

MUSICA, SPORT E POLITICA





Il video mostra Laura Pausini che spiega le ragioni che l'hanno portata a partecipare al concerto a La Habana di Gente de zona.
Se volete potete cercare sul web un video dove in una televisione della gusaneria di Miami, Osmany Garcia difende Gente de zona dagli attacchi del solito conduttore leccaculo della lobby gusano-americana.
Nel 2018, 60 anni dopo, siamo ancora a questo.
Oggi che gli artisti cubani possono girare liberamente per il mondo e quelli del mondo andare ad esibirsi a Cuba, ancora si tira fuori questa puttanata di voler, con un concerto, giustificare quella che alcuni chiamano dittatura ma che il mondo conosce come Rivoluzione.
Certo ci sono artisti impegnati che vogliono dare una valenza anche politica a quello che fanno ma la maggior parte dei cantanti, quando si reca a Cuba, non lo fa certo per compiacere Raul o Diaz Canel.
C'e' la voglia di esibirsi di fronte ad un pubblico unico, nella piu' bella terra su cui occhio umano si sia mai posato.
Ancora, nel 2018, c'e' gente che perde la salute per queste cazzate, ancora c'e' chi si indigna se 4 ragazze di colore gareggiano e vincono nell'atletica con la canottiera con scritto Italia.
Il rock e' stata le vera musica di ribellione, ma oggi un artista si esibisce di fronte ad un pubblico per dimostrare le proprie capacita', non certo per sventolare la bandierina.
Mischiare eventi musicali o sportivi con la politica, in questo mondo cosi' globalizzato, e' un retaggio di epoche che forse faremo tutti bene a dimenticare.
L'ho sempre pensata cosi', alla faccia anche di una certa sinistra.
Nel tennis abbiamo vinto una sola Coppa Davis, la finale fu fra Cile ed Italia e si giocava a Santiago del Cile in piena dittatura militare di Pinochet.
Ricordo, anche se ero molto giovane, le polemiche che scoppiarono in Italia sull'opportunita' di andare a giocare in quella terra insanguinata, io pensai subito che invece occorreva andarci e vincere, il resto veniva decisamente dopo.
Infatti Panatta, Barazutti, Bertolucci e Zugarelli, guidati da Nicola Pietrangeli andarono e vinsero proprio in faccia a quella banda di assassini.
Nel 78' la nostra nazionale di calcio arrivo' quarta in una Argentina preda anch'essa di una feroce dittatura militare.
Poi vennero gli assurdi boicottaggi olimpici.
Vado a memoria...prima Seul dove molte nazioni, Cuba compresa boicottarono mi pare per la presenza del Sudafrica razzista.
Poi venne il boicottaggio dei paesi occidentali, a Mosca, a causa dell'invasione sovietica dell'Afghanistan.
L'Italia partecipo' al boicottaggio unicamente con gli atleti militari, i “civili” parteciparono.
Da Judoka ricordo che l'attuale ct della Russia Ezio Gamba si dimise dalla polizia per poter partecipare e vincere l'oro....senza pero' bandiera e inno nazionale.
Quindi 4 anni dopo i paesi del blocco Socialista, Romania esclusa, boicottarono le olimpiadi di Los Angeles.
Non riesco neanche ad immaginare cosa voglia dire per un atleta che si e' preparato da una vita, non partecipare ad un olimpiade per....motivi politici.
Recentemente Shakira ha annullato un concerto in Israele, la stessa cosa ha fatto la nazionale argentina di calcio che doveva giocare un'amichevole contro la nazionale con la stella di David.
Negli ultimi mondiali i giocatori kossovari della Svizzera, dopo i gol alla Serbia, hanno mimato il gesto dell'aquila, emblema albanese inviso ai serbi.
Il croato Vida, dopo la soffertissima vittoria coi russi ha inneggiato a cio' che resta dell'Ucraina.
Musica e politica, sport e politica...sempre le stesse cazzate.
Bene ha fatto la Pausini a specificare che lei andrebbe ovunque a cantare e che la politica deve restare fuori da tutto cio'.
Ojala che artisti di tutto il mondo possano esibirsi a Cuba e che artisti cubani lo possano fare in ogni posto del mondo.
Le idee devono circolare, la musica e lo sport sono concetti universali che non devono mai fermarsi ad una frontiera.

mercoledì 11 luglio 2018

COMPIACERE


Viaggiare, girare il mondo, conoscere genti e culture differenti rispetto alla nostra e' sempre una fonte di arricchimento, per chi sa viaggiare davvero.
Il confronto con differenti modi di vivere puo' mettere in risalto le diversita' fra gli stili di vita.
Non e' detto che tutto cio' che piaccia a noi possa piacere anche ai cubani, o piu' in particolare alle cubane.
Che poi assecondino i nostri desiderata per non creare problemi, per quieto vivere, perche' al final siamo noi che paghiamo la cuenta...e' poi tutto un altro discorso.
Facciamo qualche esempio, ovviamente non e' neanche il caso di ripeterlo, senza generalizzare.
Alle cubane piace andare al mare con noi?
Andare al mare, almeno per chi vive in una citta' non di costa, vuol dire, per noi, dover poi avere a che fare tutto il giorno con la persona che decidiamo di portare con noi.
Non si tratta delle due ore serali, col lieto fine, ma di condividere un'intera giornata.
Di conseguenza, da sempre, cerco di portarmi al mare una che apprezzi veramente il grande fratello blu, non rompa i coglioni e che non mi segua unicamente per compiacermi.
Il bagno lo fanno in poche, il 99% dei cubani (popolo che vive in un'isola) non sa nuotare e ha una fifa boia gia' solo quando l'acqua arriva alla vita.
Al sole non ci stanno, perche' non sia mai che si scuriscano di un mezzo grado assomigliando poi a quelle piu' scure, con tutto cio' che questo, loro pensano, comporta.
Mangiare pesce....mah....potessero chiederebbero congri' con pollo, poi il pesce magari lo mangiano pure, visto che non hanno la possibilita' di farlo spesso, ma non parlare loro di pulpo, calamaro o cose simili perche' piuttosto si farebbero impalare vive.
Tracannare birra fino a svenire, quello si rientra nel loro gradimento.
Alla sera, porti fuori una fanciulla a cena, in un bel locale, dove il cibo non te lo regalano, lei ordina e dopo quattro bocconi ti dice che non ha tanta fame...perche' ha gia mangiato a casa.
Alla fine e' venuta al ristorante per compiacerci, in attesa del terzo tempo con tanto di TFR annesso.
Ho quasi smesso di portare donne in piscina, anche le 5/6 con cui sto bene, mi diverto, conosco da anni.
Finiva sempre che io, da vecchio tipo di spiaggia, mi piazzavo a rosolare sotto il sole sullo sdraio e lei....10 metri piu' in la...all'ombra.
Alla fine veniva per compiacermi.
Non voglio parlare di quelle che cercano di compiacere en la cama, frequentando Cuba da quasi 20 anni non ho certo bisogno di tipe simili ma...ci sono.
Diciamo anche che se uno ha una relazione, come accade ad ogni latitudine, puo' capitare che uno dei due (non necessariamente la donna) non ne abbia esattamente voglia ma pur di compiacere l'altro/a lo faccia comunque, anche per non far scoppiare casini.
Ho convissuto per un anno con una gnocca di ballerina, e non e' che ogni giorno fossi ingrifato come uno Gnu nella stagione dell'accoppiamento.
Capita nelle coppie, sopratutto da questo lato del bloqueo, con tutti i cazzi che ci frullano nella testa ogni giorno.
Ho portato donne al mare in scooter, capivo che ne avrebbero fatto volentieri a meno di arrivare col culo piatto.
Ho cucinato in casa spaghetti alla carbonara, la familia li ha mangiati piu' per farmi un piacere che per voglia, se nel sugo non c'e' ciccia rossa loro storcono il naso.
Hanno assaggiato gli spaghetti con la gorgonzola...lasciamo perdere.
Hanno tirato una forchettata a quelli con la bottarga, (huevo de pescado? Estay loco?)
Le mie donne mi hanno trascinato 2 volte a teatro a vedere i comici cubani esibirsi, in quel caso sono stato io a compiacerle perche' lo spettacolo faceva talmente cagare che per poco non mi addormentavo.
A volte si compiace...non c'e' nulla di male...basta saperlo.

 L'immagine può contenere: una o più persone, persone sedute, persone che mangiano, tabella e cibo

lunedì 9 luglio 2018

VANZINA


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Avrete sicuramente letto della morte del regista Carlo Vanzina.
Non era sicuramente il mio preferito, ma non ho mai assunto nei suoi confronti quell'atteggiamento di superiorita' di una certa sinistra radical chic petalosa, quella che stravedeva per le cagate di Nanni Moretti.
Se capitava non disdegnavo di vedere 10/15 minuti di qualche suo film, poi pero' giravo perche' lui era bravo a rappresentare i vizi e le virtu' degli italiani.
In realta' erano di piu' i vizi, per questa ragione che resistevo poco davanti ai suoi film, e' una vita che mi imbatto in questi vizi in Italia ed in giro per il mondo, almeno quando guardo un film...cerco altro.
Eppure, a noi italiani, ci dipingeva esattamente come siamo, qualcuno potra' dire “io non sono cosi” e magari e' pure vero ma, in fondo in fondo....siamo quelli li'.
Siamo quelli che inneggiano a chi ci fa scordare di essere stati un paese solidale ed accogliente, applaudendo quando si lasciano morire dei disgraziati in mare violando anche la prima legge del mare stesso, vecchia come il mondo, che impone un obbligo morale ad ogni natante di soccorrere chi e' in difficolta'.
Siamo quelli che dimenticano che ogni straniero che arriva in Italia deve rispettarne le leggi, le usanze e le tradizioni come facciamo noi (non tutti) quando siamo fuori dal nostro paese.
Siamo quelli che insultiamo un giocatore di pallavolo perche' fa vaccinare la figlioletta.
Ovviamente il tutto restando ben nascosti dietro alla tastiera del pc.
Siamo quelli che, quando lavoravo alle Seychelles, ma potrei fare altri esempi, beccavo il tipo che ogni due parole diceva “il mio amico Biagio Agnes” oppure “Il mio amico Franco Carraro” per farmi capire che era uno...che contava.
Siamo quelli che, sopratutto durante i miei primi viaggi a Cuba, si ritrovava il fenomeno camajan nel sedile accanto e la conversazione era piu' o meno questa.
“Quanto paghi la casa de renta?”
Io-15 cuc-
“Ti inculano, io pago 10 e mi danno pure inclusa la colazione, l'almuerzo e la comida”.
“Quanto paghi a mangiare?”
                  Non so....6/7 cuc-
“Ti fregano...al massimo devi pagare 3 cuc come me”
“Le donne le paghi?”
-Diciamo che un regalino se lo aspettano-
“Col cazzo!non pago per un ora quello che loro guadagnano in un mese, al massimo le regalo un cuarto di pollo”
Poi lo guardavo...pancia prominente, aspetto trasandato, pantalone di flanella fin sotto l'ascella, sandalo....e capivo tutto.
Siamo come quello che all'aeroporto di Holguin al metal ha fottuto lo smartphone ad un altro italiano, pinzato dalle telecamere sono andati a pescarlo a casa a Tunas; restituzione del maltolto e 600 cuc di multa e gli e' pure andata di lusso.
Siamo quelli che “io in policia conosco tutti, dal jefe ai sottoposti, basta pagare ed ottieni quello che vuoi” poi dopo l'ennesima cazzata viene accompagnato in aeroporto e per 3 anni non poteva rimettere piede nel paese.
Siamo come quelli che, una volta non dato il dovuto alla fanciulla di turno, non escono di casa per 3 giorni per paura che i parenti di lei lo gonfino come una zampogna.
Siamo quelli che, dopo aver raccontato a mezzo mondo di essere direttori di banca, dicono alla duena sotto gli occhi attoniti della fanciulla “prepara solo un desajuno, tanto lei mangia qualcosa dal mio piatto.”
Siamo quelli che raccontano di essere in affari con Cuba, di muovere montagne di soldi, poi ci chiedono se possono portare in giro i nostri clienti per pochi cuc.
Siamo quelli che mai un ristorante, mai una lattina di bibita in mano che non sia jugo natural, sempre a mangiare nel solito posto dove con 40 pesos risolvi la cosa.
Siamo quelli che dopo 20 anni di Cuba non hanno un amico, una storia, un qualcuno che si occupi di loro se mai dovesse succedere qualcosa.
Vanzina con gli italiani a Cuba ci avrebbe fatto 4 film.

sabato 7 luglio 2018

SALUTO AL SOLA


Risultati immagini per saluto al sole Il saluto al sola/Alessandro Zarlatti


Alcuni giorni fa abbiamo scoperto, attraverso la soffiata di una nipote, che la nonna di mia moglie ha un nuovo fidanzato. Lei è una donna che viaggia ben sopra i settanta, lavoratrice per tutta la vita, lavoratrice ancora oggi. Qui un fidanzamento di questo tipo non fa notizia. E' più la voglia di sfottere con battute mostruose che la cosa in sè. Sono partite un paio di telefonate in cui abbiamo commentato la giovane età del fidanzato (sui cinquanta, l'età mia, oddio, giovane...), la sua vigoria sessuale, le prestazioni.
Poi la cosa è morta là. E' molto normale, molto giusto, ecco, giusto, che anche nei pressi della vecchiaia si abbiano gli stessi bisogni dell'età adulta, non solo quelli di tipo sessuale ma anche quelli affettivi, di condivisione di uno spazio e di un tempo. A dire la verità a Cuba, in questa specie di esposizione senza maschere della carne e dei suoi impulsi, i bisogni sessuali prendono sempre la prima posizione. Si parla prima di ogni altra cosa di quello e poi, se il cuore segue, ben per lui. Anzi, si parla poco, non si diventa pornografici, si fa, si fa, come si fa un respiro profondo, come si fa una buona dormita. Non so perché, questa vicenda minuscola mi ha fatto ricordare una tizia italiana sui cinquanta che alcuni anni fa si è affacciata varie volte alla mia scuola. Viveva qui e praticava discipline orientali tipo new-age. Ogni mattina si svegliava alle sei, diceva lei, e andava alla playita di 16 a salutare il sole. La prima volta che è venuta a conoscermi mi ha detto che avevo una buona aura e mi sono sentito rinfrancato. Lì per lì pensavo alludesse agli effetti della traspirazione e alle proprietà del mio deodorante, ma no, non era quello. Mi ha parlato dell'importanza dell'aura ed io ho iniziato ad entrare in uditivo-interno ed in una specie di depressione sartriana. Di fregnacce pseudo-spirituali ne ho sentite tante in cinquant'anni e il mio margine di tolleranza dura circa 48 secondi. Mi ha detto che nella vita precedente era tipo una gazzella, o un cervo, una renna, non ricordo più, e mi ha suggerito di mettermi anch'io sulle tracce della mia vita precedente. Le ho detto che non m'interessava e che mi sembra di aver capito che quando quelli come lei vanno alla ricerca della vita precedente esce sempre la carta Cleopatra, Napoleone, una pantera, Cavour, un veloci-raptor. Mai nessuno ha scoperto di essere stato un batterio nato e morto nello stronzo di un vecchio. Non l'ha presa bene. Ha pensato che fossi uno scrittore che amava provocare. Quindi, lentamente, ci è passata sopra. Secondo lei il contatto era stabilito. I suoi occhi, tutto il suo non-verbale per essere precisi, dicevano altro. Cercavano altro. Quella specie di tormenti spirituali che si risolvono con una mezz'ora in un motel insieme ad un maestro di ginnastica di Cosenza. Secondo lei (e forse è vero) uno scrittore te lo porti dalla tua parte con quattro cazzate: due scemenze spirituali, una citazione suggestiva (infatti mi ha detto qualcosa di Paulo Coelho tipo: "l'amore è come una rosa: quanto tempo per coltivarla, quanto tempo per fiorire, quanto tempo per guardarla, quanto con la bocca in macchina?" da Racconti inediti prima dell'elettrochoc) e te lo sei messo in tasca. Ecco, io dopo la terza visita ho ordinato tassativamente di dire che non c'ero per quella lì. Finito. Chiuso. Alla mia età ti accorgi di quanto il tempo sia prezioso, di quanto ne hai buttato e quindi fai economia di secondi, di parole, di incontri. Allora basta con questa roba. Le donne intorno ai cinquant'anni bisogna osservarle con attenzione prima di aprire la porta. Molte hanno preso la piega spirituale new-age che è peggio della lebbra. Deviano energie. Deviano bisogni. Non dobbiamo prenderle sul serio. Non ce la fanno a stare accanto alla loro vecchiaia, all'approssimarsi della morte, alla loro bruttezza. Quella sarebbe spiritualità vera, non fasulla, meditazione. Non ce la fanno a dire: ecco, sono proprio in questo punto, con queste, proprio queste rughe, con questa, proprio questa angoscia, con questo sapore amarognolo che lasciano gli sguardi non più ricambiati degli uomini. Qui sono arrivata e da qui parto. Non ce la fanno. E allora sfociano nei fiori di Bach, nella lettura dell'iride, nella necessità impellente di sbloccare vagonate di Chakra quasi fossero percorse, sotto pelle, da una fitta trama di tubature in rame come il radiatore di un Transit. Stimo ed amo quelle cinquantenni che non ci cascano. Quelle che a cinquanta, a sessanta, a settanta, riconoscono viva e luminosa la buona vecchia pulsione a scopare e le rispondono a modo. Non la ingorgano con una secchiata di fiori di Bach. Riconoscono il bisogno fondamentale di non essere sole, di essere accudite, di accudire e danno risposte coerenti. Costi quello che costi, fregandosene di ciò che gli altri possano pensare. E' della propria vita, della propria schifosa anima, della nostra schifosa felicità che dobbiamo prenderci cura, no?
Quindi, tanta normalità, tanta naturalezza nelle scelte di cuore (e non solo di cuore) della nonna di mia moglie. Così vicina alle cose, alla pelle, all'assenza di chiacchiere, di fronzoli.
In ogni modo, credo che un abbozzo di guarigione per le donne afflitte dalla sindrome new-age potrebbe partire dai seguenti punti:
1) Legarsi le mani ed autoinfliggersi ferite con le forbici ogni volta che si sente l'impulso di pubblicare su Facebook una frase di Paulo Coelho. Oppure potete cercare di fare il seguente esercizio: dovete chiudere gli occhi ed associare molto rapidamente, molte volte, sempre più velocemente, la faccia di Coelho con quella di un secchio pieno di merda. E' un esercizio di PNL, funziona. Poco a poco passa la voglia di citarlo, di leggerlo, di ricordarlo

2) L'aura non esiste. Punto. Fidati. E' una cazzata. Esiste l'alone, viene sotto le ascelle e ci sono molti buoni prodotti in commercio per eliminarlo. L'aura è una fregnaccia.

3) Propongo una moratoria di 10 anni contro le frasi di Alda Merini. Non è l'unica ad aver scritto poesie e non è l'unica ad aver sbroccato. Non è letale ma ha bisogno di un decennio di riposo.

4) Lo stesso dicasi per Tiziano Terzani. Gran brava persona che però ha creato mostri. Per disabituarsi dalla lettura come dalla citazione delle sue frasi da parte di donne over 50 è efficace l'uso del collare elettrico. Tra l'altro funziona anche se fanno i bisogni in casa.

5) Tassare i fiori di Bach come gli yacht. Vuoi comprare un fiore di Bach per eliminare la malinconia? Bene, duemila euro. Con la finanza inferocita e armata di mute di cani da tartufo alla ricerca di fiori di Bach non dichiarati. Neanche voglio parlarne del gong tibetano, né della foto dell'aura. Li considero reati penali.

6) Smettila di salutare il sole. Basta! Non che lo yoga non abbia un senso, ma se hai più di cinquant'anni si deve creare una commissione di giusti per autorizzarti a fare il saluto al sole. Lo fai perché in realtà vorresti ricevere le attenzioni di un giovane torello magrebino  e non sai come dirlo a te stessa? E allora la commissione dice no.

Insomma, la finisco dicendo che poi un paio di volte sono andato a correre presto la mattina e sono passato dalle parti della Playita di 16 per sbirciare, per vedere quella bella immagine stilizzata di una donna che fa il saluto al sole davanti all'oceano. Bene, c'erano pescatori, ubriachi della notte prima, ubriachi della mattina, cani, bottiglie decapitate, vapori della notte precedente, spazzini svogliati, ometti. Ma quella tizia non c'era. Una gazzella nella vita precedente, forse un cervo, o una renna, ma una bella cazzara in questa, senza dubbio. Alla prossima.
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Come spesso avviene, Alessandro, mette molta carne al fuoco, con calma cerchero' di dire la mia riguardo ad ogni argomento.
E' vero, a Cuba una relazione fra una donna major e un uomo decisamente piu' giovane e' normale.
Da noi abbiamo dovuto mutuare termini che non appartengono alla nostra lingua come “milf” o “cougar” mentre a Cuba, come dice Zarlatti, non si perdono in mille cazzate filosofiche ma...”fanno”, eccome se fanno.
Spesso la cubana che vive da tempo fuori dal paese, quando rientra nella madrepatria si prende un macho di 20 anni per soddisfare le voglie, probabilmente troppo a lungo represse fra le brume padane o in altri luoghi di questo nostro vecchio e triste continente.
Da un lato sani colpi di giovane pinga, dall'altro...qualche benefit, personalmente non ci vedo nulla di male ne' di immorale ma io sono di visione piuttosto aperta e non amo nascondermi dietro alle solite ipocrisie.
Quindi e' pratica normale, a Cuba, vedere queste coppie con eta' differenti che fanno la loro vita normale, che duri un mese o un lustro poco importa.
Le cinquantenni nostrane.
Devo essere sincero, non le frequento, o meglio non le frequento piu'.
Pero' le ho frequentate per lunghi piacevoli anni, sopratutto quando facevo l'animatore e quella tipologia di eta', aggiungendoci le quarantenni, rappresentavano buona parte della nostra clientela.
Eravamo 20/30 enni, in piena salute, abbronzati, disponibili e assolutamente non desiderosi di alcun impegno fisso.
Perfetti per un giro di giostra.
Quindi le ho conosciute bene...oh se le ho conosciute.
Poi il tempo passa, passa per tutti ed oggi preferisco, fino quando potro' permettermelo, modelli meno stagionati, sia da un lato che dall'altro del bloqueo.
Non amo pagine su cui ci sono scritte troppe parole, faccio fatica a leggerle.
Poi con una mia quasi coetanea parto...alla pari, con una decisamente piu' giovane invece parto un po' indietro, devo dare il meglio per colmare la distanza, ed e' quello che ancora mi piace, mettermi in gioco e dare il meglio.
Pero' le cinquantenni di oggi le vedo nei villaggi e in palestra, deve essere successo loro qualcosa perche' le trovo molto differenti rispetto alle loro coetanee di quando ero piu' giovane.
Sono piene di tatuaggi recenti, piercing, capelli colorati in modo strano ,si vestono come ragazzine...per carita' tutto va bene, tutto si puo' fare ma credo che esista un tempo per ogni cosa...magari pero' mi sbaglio...
Forse noi maschietti di quell'eta' siamo piu' lineari....siamo piu' pappa/nanna/cacca/calcio/figa, le donne sono probabilmente piu' complesse e patiscono oltre misura il tempo che passa, di piu' non saprei cosa dire.
Nei confronti dei fiori di Bach, la new age, il cardamomo e cose simili ho lo stesso atteggiamento di Zarlatti.
Cazzate.
Il carbone sgonfia la pancia se lo vai ad estrarre con la pala nelle miniere del Transvaal, non se prendi le pasticchette che al massimo ti fanno fare la cacca nera.
Probabilmente, anche in questo caso l'interesse per queste cose e' figlio dell'eta' che diventa fuori controllo, del tempo che passa, degli sguardi non ricambiati e cose simili.
Sia chiaro, gli sguardi sempre meno ricambiati toccano anche noi maschietti stagionati, non e' una prerogativa solo delle nostre sciure.
Non sono un intellettuale, sono uno di quello con i bisogni maschili che ho citato sopra, quindi forse il meno indicato per parlare di queste cose che comunque, ribadisco, mi sembrano grandi cazzate messe in piedi da chi cerca di fermare il mare con le mani.